Infiltrazioni mafiose, due comuni nel «mirino» della Prefettura

Prefetto di Agrigento Vittorio SaladinoCi sono due amministrazioni comunali nel «mirino» della Prefettura di Agrigento. Su quali siano vige il più fitto riserbo, anche perché gli uffici del palazzo del Governo sono indaffarati nell'accertare se vi siano i presupposti indispensabili per far scattare il cosiddetto accesso prefettizio in tali municipi. S'indaga su casi di presunto inquinamento mafioso. Prima di arrivare all'accesso, ovvero all'invio di tre funzionari di governo stabilmente sistemati in municipio per spulciare carte e documenti assortiti, ci vorrà un po’ di tempo.  In questo momento i collaboratori del prefetto Saladino hanno «solo» richiesto ai funzionari di questi due comuni agrigentini di acquisire documenti di vario genere su attività amministrative più o meno recenti.

Una volta passate al setaccio tali carte, il prefetto deciderà se procedere con il predisporre gli atti propedeutici all'accesso. Da ricordare come l'accesso è spesso l'anticamera dello scioglimento dell'amministrazione comunale tra le cui maglie vi s'individua una evidente influenza mafiosa. E nella nostra provincia sono esperti in questo settore coloro i quali amministravano Burgio, Canicattì e Campobello di Licata. Su quali siano i Comuni potenzialmente prossimi all'accesso o addirittura allo scioglimento per mafia, sono filtrati pochi elementi. Da quel poco che è trapelato dal palazzo di piazza Vittorio Emanuele pare che le due «indiziate» siano realtà medio piccole, mai lambite in passato dall'emersione di commistioni tra Stato deviato e antistato, capace di infiltrarsi nel tessuto delle istituzioni pubbliche. La sensazione è che, entro la fine dell'anno, gli accertamenti della prefettura potranno sfociare in una decisione sull'eventuale doppio o singolo accesso.

Francesco Di Mare

Fonte: La Sicilia