Il Pd Agrigentino: no alla privatizzazione dell’acqua

acqUALa firma del contratto che affida per trenta anni la gestione del servizio idrico integrato ai privati ad opera del Presidente della Provincia Fontana, lungi dall’essere una tappa obbligata, è l’epilogo di una vicenda nata male e gestita peggio, caratterizzata da molte ambiguità, nella quale rischiano di naufragare gli interessi dei cittadini e del territorio. Il presidente dell’Ato Idrico firma un contratto, nonostante alcuna maggioranza si sia potuta formare a favore dell’aggiudicazione, a causa del conflitto di interessi in cui versano i sindaci del Voltano, che rappresentano il 26% dell’assemblea dell’Ato idrico, e la contrarietà a questo processo di privatizzazione manifestata da molte comunità e da molti sindaci dell’agrigentino.

 

MESSANASono state sollevate pesanti obiezioni sulla regolarità e legittimità della procedura seguita, sul merito del piano d’ambito che dovrà essere portato ad esecuzione, sulla paralisi che incomberà sull’assemblea dell’Ato idrico in perenne conflitto d’interessi. Il governo dell’acqua, risorsa fondamentale per la vita e lo sviluppo, nella nostra provincia non è il frutto di ponderate scelte politiche, assunte con responsabilità dai massimi rappresentanti delle istituzioni locali, ma il risultato di contorti meccanismi burocratici, la cui legittimità è revocata in dubbio da ricorsi al Tar ad oggi pendenti, che rimettono la decisione ad un Commissario inviato dall’Agenzia Regionale delle Acque. Si consideri, inoltre, che il Senato ha approvato una norma che prevede la moratoria dei processi di privatizzazione nella gestione delle risorse idriche. E’ un deliberato che tiene conto di una rivisitazione complessiva, che coinvolge non solo l’Italia ma il mondo intero, volta a privilegiare la necessità che le risorse idriche, per la loro natura di beni comuni indispensabili per la vita dell’uomo, siano sottratte alle pure leggi di mercato. La decisione di apporre la firma al contratto assume, in questo contesto, il significato di una precisa scelta politica, peraltro non avallata da alcuna maggioranza assembleare, volta ad emarginare da questo processo politico e culturale la nostra provincia, realizzando l’effetto immediato di sottrarre all’imminente entrata in vigore della norma l’acqua della provincia di Agrigento. Molti Consigli Comunali hanno approvato un ordine del giorno che, oltre ribadire la contrarietà all’affidamento ai privati, prevede la fuoriuscita dall’Ato Idrico dei medesimi Comuni. L’obiettivo di scongiurare il processo di privatizzazione è condiviso dal Partito Democratico; occorrerà lavorare, insieme ai sindaci, alle associazioni, ai comitati, ai movimenti e agli altri partiti che in questi mesi si sono impegnati in questa direzione, perché anche nella provincia di Agrigento le risorse idriche possano, finalmente, essere gestite in maniera efficiente e trasparente, nell’esclusivo interesse dei cittadini e del territorio.

        Il Coordinatore Provinciale del Partito Democratico

                                        Emilio Messana

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