Ricresce la tensione dopo gli attentati incendiari di sabato notte

i carabinieri sul luogo dell'incendioRicresce la tensione in paese dopo gli attentati incendiari perpetrati venerdì notte. In via San Michele è stata incendiata una Fiat Uno rossa di proprietà di Vincenzo Casola, 60 anni, bracciante agricolo del luogo. In contrada Zagarella è stato dato alle fiamme il camion Fiat Iveco OM 50 di proprietà di Antonino Gambino, 61 anni, padre del presidente del consiglio Rino Gambino, 26 anni, imprenditori agricoli impegnati in politica nell'Mpa. Due atti intimidatori in una sola notte, dunque, gli ultimi di una lunga serie che va avanti da oltre un anno. Una quindicina di intimidazioni, forse troppo per un paese in cui vivono più o meno tremila abitanti: presa di mira, l’anno scorso, anche la nuova caserma dei carabinieri in via di realizzazione in via Oreto, recentemente è stato danneggiato il vigneto del vice comandante della polizia municipale, poi intimidazioni a imprese, lavoratori, studenti.

"Sono andato a trovare la famiglia Gambino a cui ho espresso la mia solidarietà – dice, preoccupato, il sindaco Cosimo Piro – ma personalmente non ritengo che si sia voluto colpire il giovane presidente del consiglio, non credo a questa ipotesi, ho fiducia nelle indagini degli inquirenti e mi auguro possano far luce su quanto accaduto. Rino Gambino è un giovane lavoratore impegnato in politica – dice Piro – sta svolgendo nel migliore dei modi l'importante ruolo di presidente del consiglio nell'esclusivo interesse della collettività. Certo, come sindaco non è bello svegliarsi la mattina e apprendere notizie del genere – dice il primo cittadino – sono profondamente dispiaciuto e preoccupato per queste azioni che venerdì notte hanno colpito due famiglie e turbato la serenità di tutto il paese. Rivolgo la mia solidarietà anche alla famiglia Casola. Conosco entrambe le famiglie vittime degli insani gesti – dice Piro – e so che sono persone per bene. L'auspicio è che le Forze dell'ordine possano bloccare queste azioni che vanno avanti da tempo". Le indagini dei carabinieri, coordinate dal nuovo comandante della stazione Fabio Natale in collaborazione con la Compagnia dei carabinieri di Agrigento, proseguono protette dal massimo riserbo. Ma con molta probabilità, anche stavolta, gli incendi ritenuti di natura dolosa rimarranno a carico di ignoti, sembra davvero difficile risalire agli autori degli attentati incendiari.