Infiltrazioni, richiesta di ispezioni in due comuni agrigentini

il Prefetto Vittorio SaladinoSono partite dalla Prefettura verso il ministero dell'Interno due richieste di accesso ispettivo in altrettanti comuni della provincia agrigentina. Di certo c'è che uno è Siculiana, mentre sull'altro Municipio a rischio di accertamenti accurati c'è un certo riserbo. Si tratterebbe di un piccolo comune della fascia costiera, sul quale le attenzioni del palazzo del Governo si sono concentrate nelle ultime settimane e che vorrebbero essere approfondite. Il caso di Siculiana è invece un dato scontato visto che l'amministrazione comunale è stata spazzata via dal terremoto derivante dall'operazione antimafia di alcune settimane fa «Marna».

In quella occasione venne arrestato un consigliere comunale e il sindaco Giuseppe Sinaguglia venne iscritto sul registro degli indagati – col comandante dei vigili urbani – per concorso esterno in associazione mafiosa. Il primo cittadino non esitò a dimettersi e con lui si dimisero anche gli altri amministratori. Da quei caldi giorni Siculiana non ha alcun eletto dal popolo che la guidi e tutti gli adempimenti amministrativi e burocratici passano dalla scrivania del segretario comunale. A distanza di quasi due mesi dalla operazione «Marna» e dal decadimento di tutti i quadri amministrativi da Palermo nessuno (incredibilmente, ndr) ha ancora comunicato il nome del commissario straordinario che traghetterà il paese verso le prossime elezioni comunali che si dovrebbero tenere nella prossima primavera. Intanto però c'è da accertare se le presunte infiltrazioni mafiose nel palazzo del Governo comunale possano avere creato terreno fertile per il compimento di reati in altri campi della vita quotidiana. Ecco il motivo della richiesta della Prefettura di accesso ispettivo da parte di funzionari terzi da far «piazzare» stabilmente nel palazzo comunale per far loro spulciare tutti gli atti prodotti dall'amministrazione antecedente il terremoto giudiziario. La decisione di autorizzare o meno l'accesso è dunque competenza dei palazzi romani, ma nel caso di Siculiana la faccenda dovrebbe essere abbastanza scontata.

Francesco Di Mare

LA SICILIA