“La casta” dei parlamentari agrigentini

DA SINISTRA: capodicasa e adragnaIl più ricco è Angelo Capodicasa, il più "povero" Benedetto Adragna 

E’ il vice ministro Angelo Capodicasa il più ricco tra i parlamentari agrigentini, mentre il più “povero” è il senatore Benedetto Adragna. Almeno stando alle dichiarazioni dei redditi presentate da tutti i parlamentari della XV legislatura ai sensi della legge 441 del 1982 sulle “Disposizioni per la pubblicità della situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive e direttive”.

Capodicasa, del Pd, laureato in lettere e filosofia, dipendente di azienda privata e dirigente, guadagna 242.512,00 euro l’anno. Mentre Adragna (Pd) impiegato dirigente e giornalista pubblicista, figura all’ultimo posto della classifica della “casta” agrigentina, con un reddito di 106.815,00 euro “appena”.

pippo scaliaAl secondo posto della classifica dei “Paperon dei paperoni” della politica agrigentina, troviamo l’onorevole del Pdl Pippo Scalia (nella foto), imprenditore, con un reddito di 214.161,00. Al terzo posto il senatore Nuccio Cusumano (passato dall’Udeur al Pd), operatore economico con un reddito di 209.428,00 euro. Segue, al quarto posto, il senatore Calogero Mannino (Udc), che di professione fa l’avvocato, con un imponibile di 202.940,00 euro. Mentre al quinto posto l’onorevole Giuseppe Marinello (Pdl), odontoiatra, che ha dichiarato un reddito di 133.449,00 euro. Al sesto posto compare il senatore Accursio Montalbano (passato dai Ds al Partito socialista di Boselli), impiegato, con un reddito di 125.722,00 euro. Al settimo posto, solo per poche centinaia di euro di differenza, troviamo l’onorevole Giuseppe Ruvolo (Udc), impiegato, il suo reddito è di 125.140,00 euro. Il penultimo della classifica è il deputato del Pdl Angelino Alfano, avvocato e dottore di ricerca in diritto dell'impresa, guadagna 124.338,00 euro.

Questa dunque la classifica dei redditi di tutti gli agrigentini eletti in parlamento. Alcuni di loro, oltre a quella di parlamentare, naturalmente, svolgono altre attività. Ma certo il seggio in parlamento garantisce ai pochi eletti un lauto compenso e numerosi privilegi. La principale voce delle competenze spettanti ai parlamentari è l'indennità, uno "stipendio" dell'importo mensile di 5.613,59 euro che si assomma alla “diaria”, il compenso aggiuntivo giornaliero che viene riconosciuto a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma ed ammonta a 4.003,11 euro mensili. A titolo di rimborso forfettario per le spese sostenute per le attività e i compiti connessi con lo svolgimento del mandato parlamentare per onorevoli e sanatori è previsto anche un contributo mensile pari a 4.678,36 euro. I parlamentari dispongono anche di una somma annua di 4.150 euro per le spese telefoniche e di connessione Internet. I privilegi continuano sull'assegno di solidarietà (cioè il trattamento di fine mandato), sulle prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti. I parlamentari, come se non bastasse, usufruiscono anche di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma, è previsto anche un rimborso spese forfettario, che può arrivare fino a 18.486,31 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. Questi tutti i privilegi della “casta” del parlamento italiano.