Agrigento-Palermo, “il treno della vergogna”. Proteste

le proteste di stamani ad agrigentoIn 200 stamattina tutti compatti non hanno esibito al controllore biglietti e abbonamenti. 

Così hanno voluto protestare i pendolari della tratta ferrata Agrigento-Palermo. Come tutti i primi giorni di ogni mese, i pendolari acquistano gli abbonamenti mensili. Oggi, 1 aprile, nessuno li ha obliterati nè mostrati. E non è un pesce d’aprile. E’ una protesta diversa da quelle tenute nel passato, che hanno visto i pendolari bloccare i binari del treno. Una protesta di richiamo all’attenzione, quella che i 200 pendolari delle ore 6 hanno voluto mettere in atto. Hanno dimostrato la loro totale compattezza. Non vogliono più viaggiare nelle terrificanti situazioni che li vedono coinvolti.

le proteste di stamani ad agrigentoTreni perennemente in ritardo. Diversi lavoratori-pendolari sono ormai stati avvertiti dai datori di lavoro che sarà loro detratto parte dello stipendio per via dei ritardi. Altri sono costretti a recuperare comunque con ore aggiuntive i ritardi accumulati per colpa di Trenitalia. Se si considerano le normali 4 ore di viaggio e se a questi si accumulano gli innumerevoli ritardi, divenuti praticamente quotidiani, che obbligano a recuperi di infinite ore è facile intuire il disagio per le famiglie che oramai non vedono più praticamente i loro congiunti che vanno via presto e ritornano la sera.

“Se” arrivano a destinazione, poi! Capita e non di rado, più volte al mese, che i treni si fermino a metà corsa per via di guasti alla linea o al locomotore o che addirittura il convoglio parta comunque da Agrigento, pur sapendo che esiste la possibilità, per nulla remota, che questo possa bloccarsi. I pendolari si trovano quindi immobilizzati sulle ferrovie e senza informazioni. Capita a volte che invece vengano invitati a scendere per proseguire con un pullman, che come è successo venerdì scorso, non c’era. Diversi pendolari si sono ritrovati quindi al freddo, dispersi in una stazione, senza informazioni, senza mezzi, senza nemmeno un bar o i servizi igienici disponibili. Il treno, del quale era stato annunciato un ulteriore ritardo minino di 40 minuti, è però invece ripartito dalla stazione dopo nemmeno 4 minuti. I pendolari hanno quindi immediatamente contattato i carabinieri per esporre denuncia. In un altro caso i pendolari che hanno proseguito sul pullman sono rimasti vivi per miracolo, perché hanno scansato per un soffio un incidente con lo stesso treno sul quale viaggiavano poco prima. Il passaggio a livello non era stato chiuso!

Continuano i problemi legati all’elevato numero di passeggeri rispetto ai posti disponibili. I pendolari viaggiano come bestie sui treni, ammassati l’uno all’altro. In un incontro avuto mesi scorsi a Favara con i responsabili di Trenitalia è stato loro assicurato che almeno il venerdì sarebbero ritornati a casa da Palermo ad Agrigento con un treno più lungo o con almeno 2 minuetti attaccati. La promessa è stata mantenuta, ma è durata pochi mesi. Già a marzo i pendolari sono ritornati al punto di partenza. Un minuetto di 145 posti con più del doppio di passeggeri, tra pendolari e viaggiatori. A questo problema si aggiunge che come bestie, sempre per l’elevatissimo numero di passeggeri, “tutti abbonati e paganti”, si viaggia anche il giovedì, il lunedì mattina e nei periodi adiacenti alle feste.

Insopportabile a volte l’odore nauseabondo che emanano i servizi (che dovrebbero essere) igienici sui treni. La pulizia non esiste nemmeno sui posti a sedere, alcuni dei quali si presentano letteralmente lerci ed appiccicaticci, per non parlare di quelli rotti. Inoltre è stato da sempre sollevato il problema che sui minuetto, la porta del bagno non si chiude. E’ capitato più volte all’ammasso di pendolari (l’ultima proprio settimana scorsa) di vedere aprire la porta e scorgere una donna seduta sul water. Questi fatti incresciosi sono davvero inammissibili. I pendolari sono stufi di viaggiare al gelo, senza riscaldamento, oppure quando(!) questi funzionano, in vagoni che sembrano forni crematori.

Sono tutti problemi risaputi dai responsabili di Trenitalia, ma che probabilmente vengono puntualmente dimenticati o non più attenzionati. Nel passato, per farsi ascoltare, i pendolari della tratta Agrigento-Palermo sono stati costretti a bloccare i binari del treno. Questa volta per dare un tangibile segno di protesta hanno agito non esibendo al controllore in maniera compatta i loro biglietti. Adesso si spera in un nuovo incontro con i responsabili di Trenitalia ed una risoluzione che sia davvero finalmente risolutiva. Non si escludono altre forme di protesta da parte dei pendolari, se i loro evidenti gravi problemi non verranno risolti. E’ facile augurarsi il non aumento del costo dell’abbonamento visto il diminuire della qualità del servizio.

Salvatore Sorce – Sicilia Tv