Mafia a Cattolica Eraclea, quel video che dava fastidio al clan Rizzuto

“Adesso per telefono non ti posso dire niente, ma fatti dare sto Cd, che poi voglio vederlo sto Cd (…) perché questo ha rotto i coglioni. Quando poi sentono Cattolica Eraclea, sentendo queste cose, sai…”. Così Beniamino Gioiello Zappia, alias don Tito, ritenuto il luogotenente in Italia del clan Rizzuto, si rivolgeva a telefono a Giuseppe Spagnolo, 53 anni, presunta cellula dell’organizzazione italo-canadese a Cattolica Eraclea, nel tentativo di avere la copia di un Cd contenente un video sulle origini dei Rizzuto realizzato da Calogero Giuffrida, caricato su Internet e oscurato dall’autore in meno di 48 ore “per ragioni personali”. E’ una delle curiosità emerse dalle intercettazioni, il cui contenuto – secondo gli inquirenti – è da ritenersi di “notevole rilevanza investigativa” dell’ordinanza cautelare che ha portato in carcere, nell’ottobre scorso, 19 presunti affiliati al clan dei Rizzuto in Italia. I boss evidentemente non hanno gradito quel video della durata di 10 minuti circa sulle origini dei Rizzuto realizzato da Giuffrida, nell’ambito di una ricerca storica in collaborazione con il giornalista italo-canadese Antonio Nicaso.

“Il Cd-Rom in questione – si legge nell’ordinanza – è stato oggetto di numerose conversazioni tra Zappia e Spagnolo, ed in particolare quest’ultimo è stato incaricato da Zappia di reperirne una copia”. Diceva a telefono Spagnolo a Zappia mentre gli uomini della Dia di Roma e della Guardia di Finanza di Milano erano all’ascolto: “Si, eh, mettono in allarme a tutti, capisci, ma questo, questo senza… nave nente sale in testa, ne padre manco il figlio vado capendo io, proprio… sai quando si dice…”. Zappia dunque, nella telefonata del 2 novembre del 2006, venti giorni prima dell’arresto a Montreal del “padrino” Nick Rizzuto, ribadisce quale deve essere il tenore della richiesta per avere il Cd: “dicci, dicci, mi ha detto un amico ‘me lo puoi dare sto Cd’ che lo vuole vedere… oppure ce lo dici tu… (…) c’è un amico che vuole sto Cd devi dire, che vuole vederselo”. Zappia sembrava molto interessato al video, contenente peraltro immagini inedite della famiglia Rizzuto: “Ma lo sai che quel Giuffrida là aveva fatto anche un Cd, lo sai tu? (.) di quella cosa, e poi di tutta la mafia, di tutto il burdello… va (…) eh, sai che questi pezzi di merda, sembra che non ci culpano, ma ci culpano molto, perché anche a toccare certe persone… a toccare settori che…”. E Spagnolo: “il Cd di quella cosa? (.) ma questi la minchia ci stanno scassanno”. Due giorni dopo Spagnolo, secondo gli accertamenti della Dia, informa don Tito di essersi informato per reperire copia del Cd-Rom ed è venuto a conoscenza che quanto riportato nel Cd era reperibile anche su Internet, ovvero: “…Senti, per quella cosa mi sono informato… (.) Eh… e c’hai lì il sito diciamo su Internet… e c’era quella cosa che dicevi tu… (.) … c’era la… c’era la storia dello zi del no… dello zio (Nicolò Rizzuto, ndr) diciamo… tutto, la moglie, i figli… e poi l’ultimo fatto che era successo”. Zappia appreso ciò chiede: “Ma stu Cd si può avere o non si può avere?”.

Spagnolo a seguito della rinnovata richiesta fa presente che il sito internet dove era possibile scaricare il filmato di loro interesse era stato oscurato. Zappia non accetta la risposta ricevuta asserendo: “Non è il fatto che è oscurato, questo Cd è uscito perché l’ho già visto… (.)… no, no, no l’ho visto proprio… ma io non ce l’ho questo Cd, l’ho visto che me l’ha fatto vedere un amico diciamo così…. tu devi insistere che ti diano Cd! (…) No, il fatto che devo scrivere io posso trovarlo lo stesso, non mi serve questo, mi serviva il Cd a me… siccome io ho visto metà Cd volevo vedere l’altra metà…”. A questo punto Spagnolo spiega le difficoltà che sta incontrando nel reperire copia del Cd richiestogli ovvero: “Ho capito, e l’hanno oscurato sul computer, capisci, hanno oscurato… almeno in questi giorni non c’è più diciamo…”. Zappia insiste e non sente ragioni poiché a lui interessa avere quanto richiesto: “Sì… ma il fatto che l’hanno oscurato su Internet, quello è un discorso… però che loro abbiano fabbricato questo Cd e io l’ho già visto questo Cd… e ne ho visto una metà perché poi l’altra metà non… mi interessava avere il Cd in mano… (.) E tu lo dovresti chiedere proprio au figlio al figlio suo… (…) Ah… dovresti chiedere al figlio, sai al figlio di chillo…”. Risulta evidente che Zappia non vuole esplicitamente fare il nome per telefono della persona alla quale deve rivolgersi l’interlocutore per reperire il Cd-rom, ma entrambi conoscono il soggetto, come d’altronde conferma lo Spagnolo ovvero: “Si ho capito, si ho capito… eh ma chiddu, chiddu chiddu è un cane sciolto che va…”. Zappia ancora una volta ribadisce la sua richiesta: “Un cane sciolto a dire però tu ce l’hai sto Cd non è che me lo puoi farmelo vedere perché l’amico l’ha chiesto che vuole vederlo…”. Di conseguenza Spagnolo, secondo la Dia, lo rassicura che farà il possibile per accontentarlo. Ma avere il Cd non sarebbe stato più possibile. Zappia andò in Canada, anche per chiedere i soldi utili, secondo l’accusa, a ricapitalizzare società in fallimento di Spagnolo, ma tornò con brutte notizie: “…c’era burrasca di neve lì… insomma neve…!” Spagnolo senza fare alcun commento risponde: “… ho capito ma…! Meglio così… ti chiamo un altro momento?”. Risulta chiaro il perché lo Spagnolo, appresa la notizia, non faccia alcun commento. Evidentemente è a perfetta conoscenza degli arresti in Canada di molti componenti dell’organizzazione criminale capeggiata da Nicolò Rizzuto. “Ampio risalto alla vicenda – spiega infatti la Dia – era stato dato dai mezzi di informazione, ed in particolare dal quotidiano “Il Giornale di Sicilia”, in due articoli entrambi a firma del giornalista Calogero Giuffrida, originario di Cattolica Eraclea. Appare opportuno rammentare che il citato giornalista dovrebbe essere lo stesso che ha realizzato e divulgato un Cd-Rom nel quale viene ricostruita la storia criminale della famiglia mafiosa di Cattolica Eraclea capeggiata dal noto boss Nicolò Rizzuto”.

Da: Fuoririga – Maggio 2008