“Ospedale di Ribera, la situazione è grave”. Le proteste dei sindacati, appello al Prefetto

ospedale di ribera, foto da: cilibertoribera.itContinuano le proteste dei sindacati contro i tagli alla sanità che stanno creando ulteriori disagi, tra gli altri, al Presidio ospedaliero di Ribera. “Più di un anno fa lanciammo un grido d’allarme sulla reale possibilità di un ridimensionamento del Presidio ospedaliero di Ribera, sul futuro dello stesso ospedale e sull’assistenza sanitaria di un intero bacino d’utenza.

Ma dall’inizio della ‘vertenza ospedale di Ribera’ abbiamo assistito, anziché ad un rilancio deciso della struttura, a servizi e prestazioni ridotti o soppressi, a carenze strutturali di organico per il personale medico, paramedico e ausiliario. Oggi la situazione si è ulteriormente aggravata e la ventilata chiusura e/o accorpamento di reparti è diventata la cruda realtà”.

E’ quanto sostengono in un documento il segretario Provinciale della UIL FPL, Piero Mazzarella, e quello del sindacato autonomo F.S.I. Carmelo Aversa, i quali lanciano un appello al prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione. “Al Prefetto chiediamo, stante la gravissima situazione dell’assistenza sanitaria che si è venuta a creare nel comprensorio riberese, di attivare, presso la Prefettura, un tavolo di concertazione che veda insieme tutte le parti interessate: ASL, Assessorato Regionale Sanità, sindaco di Ribera, sindaci del comprensorio e sindacati, al fine di affrontare il problema, e di cercare di superare l’attuale contingenza”.

“La situazione è grave, oltre al blocco delle assunzioni – dicono i sindacalisti – ci è stato riferito che la cardiologia ha, temporaneamente, sospeso i ricoveri ed opera solo come ambulatorio; nel reparto ostetricia mancano figure mediche ed ostetriche per cui si prefigura la chiusura prossima del reparto; all’ortopedia manca personale medico così come anche nel reparto di chirurgia; il pronto soccorso è carente di personale infermieristico ed, infine, tutti i reparti sono carenti di personale ausiliario. L’azienda ASL n. 1 di Agrigento – prosegue il documento – ha obbedito alla politica di tagli, imposti dall’Assessorato Regionale alla Sanità, secondo la sola logica del fare cassa e non certamente ponderando le scelte alle esigenze del territorio. Riteniamo che il diritto alla salute dei cittadini meriti tutt’altra attenzione sia da parte dell’ASL che da chi amministra e gestisce la sanità siciliana. Facciamo dunque appello al Prefetto, alle forze politiche e sociali, del riberese e del comprensorio, agli organismi di tutela, affinché si riprenda al più presto l’iniziativa politica e di lotta democratica per affermare il diritto, della popolazione di Ribera e dell’intero bacino di utenza, ad avere un ospedale, moderno ed all’avanguardia, che possa soddisfare le esigenze di sanità del territorio”.

 

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