ANTIRACKET. L’imprenditore Cutrò riceve gli aiuti dallo Stato per i danneggiamenti subiti

ignazio cutròCome promesso, lo Stato è vicino agli imprenditori che si ribellano al racket del pizzo. Ieri l’imprenditore di Bivona, Ignazio Cutrò, messo in ginocchio da attentati incendiari e intimidazioni, ha ricevuto dal Prefetto Umberto Postiglione “la felice notizia che la pratica per l’accesso al fondo delle vittime della mafia e del racket è già stata deliberata”.

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“E’ un segnale fortissimo per me da parte dello Stato – dice Cutrò – riceverò subito un’integrazione del 50%, come prevede la legge, sui danneggiamenti subiti e la rimanente parte fra qualche mese. Una parte di questi soldi – spiega l’imprenditore bivonese – la destinerò in questa lotta giusta contro alla mafia e contro il racket delle estorsioni, per cercare di sensibilizzare chi soffre in silenzio”.

Cutrò, imprenditore impegnato sia nel movimento terra che nell’edilizia, ha ricevuto i primi danneggiamenti ai mezzi nel 1999. Poi è stato un susseguirsi di "avvertimenti": "bottiglie piene di benzina davanti casa e sui mezzi, cartucce sull'auto…", ricorda.

Ma gli attentati incendiari che hanno “distrutto” la sua azienda sono di due anni fa. Uno il 23 maggio del 2006,  quando un incendio doloso mandò in fiamme un'intera condotta idrica in materiale plastico pronta per essere interrata in contrada Donna a Ribera. Un’altra pesante intimidazione dopo qualche mese, il 23 novembre 2006, quando ignoti incendiarono i suoi mezzi: due camion e un escavatore, i danni furono ingenti. L'imprenditore fu messo in ginocchio, non poté più pagare le tasse e mantenere in regola l'azienda. Poi Cutrò, che adesso vive sotto la tutela dei carabinieri della compagnia di Cammarata, ha chiesto aiuto allo Stato e lo ha trovato.

“Cari colleghi commercianti, artigiani, imprenditori – dice Cutrò – ricordatevi che le istituzioni sono presenti e pronte ad aiutare sempre coloro che sono oppressi dalle associazioni mafiose. Una persona anche se sta soffrendo o sta lottando, deve sempre prendere il lato positivo degli eventi. Ho incontrato tante persone – racconta – ma come Sua Eccellenza il Prefetto Umberto Postiglione non mi era mai successo.  Lui è sempre lì pronto a tendere la mano a chi gli chiede aiuto. Assicuro ai miei colleghi imprenditori che si ribellano al racket che non saranno mai trattati come una pratica con un numero sopra. Il Prefetto è una persona semplice e disponibile che si fa carico delle proprie responsabilità, mi ha dedicato tanto del suo tempo libero per darmi coraggio in questa lotta giusta, la porta dell’ufficio è sempre aperta per aiutarti”.

Da: Giornale di Sicilia

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