Milano centro meno inquinata di Agrigento periferia, “in silenzio gli ambientalisti agrigentini”

http://www.tantasalute.it/img/report_pm10.jpgA Milano centro si registra meno inquinamento atmosferico che ad Agrigento periferia. Legambiente nazionale definisce disastroso il piazzamento dell’Italia nel rapporto internazionale Climate change, gli ambientalisti agrigentini stanno in silenzio. Sono distratti? Si chiede Gian J Morici, presidente dell’associazione Free.

 


“Il rapporto internazionale Climate change performance index del German Watch, pubblicato oggi da più quotidiani nazionali – scrive Morici –  mette l'Italia al 44esimo posto nella classifica dei 57 Stati a maggiori emissioni di CO2, cioè quelli che producono il 90% dei gas serra a livello mondiale e Legambiente, una delle associazioni ambientaliste che hanno collaborato alla stesura del rapporto, definisce “disastroso” il nostro piazzamento.

Nonostante il fatto che da qualche settimana sono stati resi noti i dati sulla qualità dell'aria nella nostra città, dai quali risulta come Milano centro sia meno inquinata di Monserrato e Villaseta (ma quale è la situazione a Porto Empedocle?), sulla vicenda, registriamo il silenzio delle associazioni ambientaliste.

Mentre non ci stupisce la disattenzione da parte degli amministratori empedoclini riguardo le tematiche ambientali – prosegue Morici – non si può fare a meno di sottolineare che associazioni ambientaliste presenti sul territorio, nonostante a livello nazionale, ma anche in altre realtà locali, intervengono fattivamente su analoghe situazioni, nella nostra città, sembrano mostrare il più assoluto disinteresse.

Sollecitiamo pertanto gli ambientalisti agrigentini, siano essi associati o meno, a voler fare sentire la propria voce in merito ad una problematica che non può più essere taciuta e che richiede interventi immediati.

Non ha senso infatti – aggiunge – preoccuparci per l'importazione di carni contaminate da diossina, se poi respiriamo aria inquinata e, forse, i nostri latticini e le carni prodotte localmente, contengono più diossina di quanta non ne contengano quelle importate.

 

Chiediamo nel contempo – conclude –  che gli organi competenti vogliano  accertare l'eventuale presenza di diossine, nei latticini e nelle carni di animali allevati in prossimità di quelle aree nelle quali il dato di inquinamento atmosferico è risultato essere fuori norma, rispetto quello previsto dalla vigente normativa”.