Nell’Agrigentino imbrogli per gli invalidi civili, associazione a delinquere tra medici e impiegati

http://www.aisnapoli.it/wp-content/uploads/2008/03/guardia-di-finanza.bmpMentre il signor S.S. presentava la domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile il 19 aprile 2005 e la stessa veniva evasa in soli 3 giorni, alcuni bambini affetti fin dalla nascita di gravissime malattie impiegavano anche più di cinque o sei anni per veder riconosciuto il loro diritto.


E’ il nuovo scandalo della sanità agrigentina scoperto dalle fiamme gialle, l’inchiesta è stata coordinata dal pm Manuela Persico. 30 gli indagati per associazione a delinquere, falso in atti pubblici e omissione atti d'ufficio.

Le fiamme gialle della Compagnia di Agrigento hanno scoperto gravi irregolarità compiute da medici e da personale amministrativo dell’AUSL 1 di Agrigento nella gestione delle commissione mediche per il riconoscimento dell’invalidità civile prevista dalla legge 104/92.

http://www.comunicalo.it/images/personaggi/manuela%20persico%20pm.jpgLe indagini, coordinate dal sostituto procuratore della repubblica di Agrigento, Manuela Persico, sono state condotte anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali ed hanno permesso di denunciare 30 persone tra medici ed amministrativi facenti parte delle commissioni, contestando agli stessi i reati di associazione a delinquere, falso ideologico in atti pubblici ed omissione di atti di ufficio.

I finanzieri della compagnia di Agrigento, passando al setaccio migliaia di pratiche detenute presso l’AUSL 1 di Agrigento, avrebbero accertato che nell’evasione delle pratiche non veniva rispettato il rigoroso criterio cronologico previsto dalle disposizioni vigenti che ammette deroghe solo in particolari casi di urgenza come ad esempio per le patologie oncologiche.

il colonnello raffoIn particolare le condotte sono consistite nell’aver evaso una serie di pratiche mediche “non aventi carattere d’urgenza” prima di altre pratiche che invece avrebbero dovuto essere istituite ed evase per prime in forza del rispetto del criterio cronologico. Ciò, secondo quanto accertato dalle fiamme gialle e dal pm Persico, avrebbe procurato ad una serie di soggetti un ingiusto vantaggio patrimoniale con corrispondente ingiusto danno per tutti coloro che venivano posposti e/o di cui addirittura non sono state proprio istruite le istanze.

Tra queste ultime erano addirittura ricomprese pratiche mediche che avevano “carattere d’urgenza” che dunque in deroga al criterio cronologico avrebbero dovuto essere esaminate per prima attesa la gravità della patologia denunziata e che spesso sono state invece del tutto accantonate e mai neanche istruite.

Accadeva così che il signor S.S. presentava la domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile il 19 aprile 2005 e la stessa veniva evasa in soli 3 giorni, mentre bambini affetti fin dalla nascita di gravissime malattie impiegavano anche più di cinque o sei anni per veder riconosciuto il loro diritto.

Nel corso dell’indagine coordinata dal pm Manuela Persico sono state rinvenute anche pratiche che sebbren istruite ed evase dalle commissioni mediche, non risultavano essere mai state trasmesse alla prefettura di Agrigento per il successivo pagamento agli aventi diritto, nonché richieste di riconoscimento di invalidità civile avanzate da alcuni medici (tra i quali anche un presidente di commissione) che hanno avuto il riconoscimento dopo la valutazione effettuata dalla stessa commissione cui gli stessi facevano parte.

Gli indagati sono T.R. 65 anni, L.I. 59 anni, G.R. 55 anni, C.G. 56 anni, O.O. 54 anni, A.G. 53 anni, V.V. 52 anni, A.F. 54 anni, R.L. 46 anni, M.E. 46 anni, V.L. 59 anni, B.C. 55 anni, S.S. 54 anni. P.A. 59 anni, P.M. 46 anni, M.P. 54 anni, M.R. 67 anni, S.G. 50 anni. P.I. 51 anni, S.M. 57 anni, T.G. 57 anni, M.M. 51 anni, S.A. 60 anni, C.F. 47 anni, F.G. 61 anni, L S.V. 64 anni, F.A. 50 anni, A.A. 68 anni,  L.C. 54 anni.

L’attività di indagine è iniziata circa due anni fa ed è ancora in corso.