MALASANITA’. Tutti i retroscena dell’inchiesta sui falsi invalidi nell’Agrigentino

http://www.atinablog.it/wp-content/uploads/2008/06/malasanita.jpgLe anticipazioni del settimanale Grandangolo.

Tutti i retroscena dell’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto oltre trenta persone, tra medici, personale sanitario ed amministrativo, in relazione alla vicenda delle invalidità civili pubblicati da Grandangolo – il giornale di Agrigento diretto da Franco Castaldo – oggi in edicola.

 

Come è noto, la Procura della Repubblica ha formulato gravi accuse agli oltre trenta indagati, su tutte l’associazione per delinquere. Adesso, dopo l’avviso di chiusura delle indagini preliminari uno degli indagati, il medico Giuseppe Catania, alza il tiro e accusa altri medici indicandoli come i responsabili dei presunti abusi commessi, facendo nomi e cognomi. E solleva dubbi – davvero forti – sull’espletamento del concorso, bandito qualche anno fa dall’Asl 1 di Agrigento, di dirigente del distretto sanitario. Catania non lesina accuse: il bando è stato modificato tre volte per favorire qualcuno. Tutti i particolari sul numero odierno di Grandangolo.

 

http://www.comunicalo.it/images/personaggi/cutr%F2%20gnazio.jpgTre storie di imprenditori vittime di mafia. Storie articolate, diverse tra loro ma oltremodo significative: quella di Ignazio Cutrò, imprenditore di Bivona che dopo le denunce fatte ai danni dei suoi taglieggiatori e sottoposto a tutela, si è visto bruciare un escavatore; quella di Calogero Romano, imprenditore di Racalmuto, già datore di lavoro del pentito Ignazio Gagliardo, il quale da quando ha denunciato il tentativo di estorsione che sarebbe stato commesso proprio dal collaboratore di giustizia, si è visto arrivare un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa e piombare nella sede della sua azienda decine di finanzieri per una perquisizione durata una vita. Infine la storia di Antonio Mirabile, imprenditore nel settore raccolta e smaltimento rifiuti, taglieggiato dai boss Luigi Putrone e Maurizio Di Gati, oggi pentiti. La sua denuncia  ha trovato conferma nelle motivazioni della sentenza “Marna”.

 

Ed ancora, in questo numero si racconta del rinvio a giudizio disposto dal GUP del Tribunale di Agrigento, Zammuto, nei confronti dei vertici della Banca Popolare Sant’Angelo e della Leasing Group nell’ambito di un processo che vede come controparte la ditta Iaces della famiglia Bruccoleri. Infine, la questione degli alberi tagliati nella zona di Bonamorone: Grandangolo pubblica (mentre infuria la polemica a colpi di comunicati stampa e dichiarazioni al vetriolo) il regolamento dell’Ente Parco – mostrandolo visivamente – che definisce gli eucaliptus di Bonamorome “monumenti vegetali” e quindi sottoposti a tutela.