CGIL. Lo Bello: “Nell’Agrigentino non c’è sicurezza sul lavoro”

http://www.comunicalo.it/images/personaggi/mariella%20lo%20bello.jpgEnnesima denuncia della CGIL di Agrigento, appello al Prefetto

“Ridurre al minimo i costi ed elevare al massimo i profitti sono state le regole primarie osservate da una larga fascia di imprenditoria sino all’abbassamento al di sotto del livello di guardia della sicurezza nel lavoro privato nell’economia delle costruzioni e delle colture agrarie in provincia di Agrigento”.

http://www.risep-fiu.org/reports/workers.jpgE’ la denuncia di Mariella Lo Bello, segreteria provinciale della CGIL di Agrigento secondo la quale, inoltre “né l’attività degli organi dello Stato, ridotta e parziale per il deficit di ispettori e dei mezzi finanziari e tecnologici, sono stati o sono in condizione di fronteggiare, tra prevenzione e repressione, i tanti che operano economie sui pericoli di infortuni, di invalidità, di mortalità, concretizzando, anche, estorsioni salariali e contributive, oltre che evasione fiscale”.

“I report dell’Ispettorato del lavoro – denuncia Lo Bello – unitamente a quelli della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e così via, hanno messo a nudo il livello alto di tali devianze dalle regole e dalle leggi: prodotti tipici di una certa imprenditoria di casa nostra che predica bene ma razzola male. I lavoratori, chiamati dal sindacato alla responsabilità di rappresentanti della sicurezza nei posti di lavoro – continua la sindacalista – sono ricattati, minacciati in varie forme dai datori di lavoro per cui le denunzie sono quasi inesistenti”.

La CGIL, infine chiama in causa il Prefetto per il governo nazionale ed il presidente della Provincia per quello regionale, affinché “questa forma dilagante di illegalità e di attentato alla integrità fisica ed alla vita di chi lavora sia prevenuta e repressa con tutti i mezzi disponibili e con quelli che possono essere disponibili, utilizzando i tanti esuberi della pubblica amministrazione regionale”.