CRONACA. Delitto Milioti, secondo l’accusa “omicidio premeditato”

delitto miliotiTrovate le armi in un lago, il movente saebbero dissidi legati alla compravendita di una casa.

OMICIDIO. Imprenditore agrigentino ucciso a colpi di pistola nel Parmense

Proseguono rapidamente le indagini  per comprendere il movente dell’omicidio dell’agrigentino Salvatore Milioto,  di 41 anni, di Santa Elisabetta, che ieri è stato ucciso a Sissa, nella Bassa parmense, colpito a morte da almeno sette colpi di pistola e fucile. 

A sparare sarebbe stato Francesco Arona, un autotrasportatore calabrese di 32 anni, originario di Cutro (Crotone), residente a pochi metri di distanza del luogo del delitto, già noto alle forze dell’ordine. Arona è stato interrogato nella caserma dei carabinieri di Sissa fino alla tarda serata di ieri, poi è stato rinchiuso in carcere.

Il procuratore della Repubblica di Parma, Gerardo Laguardia, ha spiegato che “dal punto di vista giudiziario è ormai tutto chiaro”. Adriana Blasco, il pubblico ministero titolare dell’inchiesta ha contestato a Francesco Arona l’accusa di omicidio premeditato. L’uomo si sarebbe presentato  all’appuntamento con Milioti, secondo l’accusa, con l’intenzione di ucciderlo. Un regolamento di conti motivato, secondo la ricostruzione degli inquirenti, da un violenta controversia tra i due per la compravendita di una casa. Il trentaduenne non era soddisfatto dell’esecuzione dei lavori da parte di Milioto e  sembra che, nel contempo, l’imprenditore siciliano avesse  avanzato la richiesta di altri soldi in più, pare qualcosa come 50 mila euro.

luogo delitto miliotiI due si sarebbero sentiti spesso al telefono. Durante alcune telefonate si sarebbero rivolti anche minacce reciproche. E la  frase “chi minacci tu?” sembra essere stata proprio l’ultima detta da Milioto ad Arona prima di essere colpito a morte. Una  frase, ha spiegato il procuratore Laguardia, che “non ha avuto nemmeno il tempo di finire”.

Intanto oggi intorno alle 13  nelle acque del Taro, a Gramignazzo di Sissa, sono state trovate le armi del delitto. Il ritrovamento dopo due ore e mezza di lavoro dei carabinieri subacquei. Sono state trovate le canne del fucile smontate, poi il calcio e la pistola. Secondo la ricostruzione dell’accaduto fatte dai carabinieri, sono stati sparati 8 colpi di pistola e 2 di fucile. 

Milioto, imprenditore di Santa Elisabetta, abitava da  circa un anno a Fontanelle di Roccabianca (Parma), assieme a due  dipendenti della sua azienda edile. La moglie, di origine  francese, e i figli, abitano ancora in Sicilia e lo raggiungevano soltanto in occasione di ferie e vacanze.