ACQUA. 22 sindaci agrigentini si tirano fuori dall’Ato idrico e chiedono referendum

http://www.fiancoafianco.it/wp-content/uploads/2009/01/2.jpgSi allarga a macchia d’olio nell’Agrigentino il fronte dei sindaci contrari alla privatizzazione del servizio idrico.

Sono già 22 le amministrazioni comunali che hanno aderito all’iniziativa di convocare il 20 febbraio prossimo, in contemporanea tutti alle 19, i rispettivi consigli comunali per deliberare la rescissione della convenzione stipulata tra l’Ato idrico e Girgenti acque, la società che si è assicurata la gestione del servizio.

La società viene accusata dai sindaci di “insussistenza capacità tecnico-finanziaria che ha determinato, sostengono, ripetute e sistematiche violazioni delle norme contrattuali, con i ripetuti, diffusi, acclarati disservizi nella gestione del servizio affidato”.

Oltre a chiedere al presidente della Provincia Eugenio D’Orsi la convocazione immediata dell’assemblea, i sindaci ritengono non più rinviabile il referendum provinciale, affinché siano i cittadini a decidere se privatizzare o meno il servizio idrico.

I comuni che hanno aderito all’iniziativa sono: Palma di Montechiaro, Bivona, Ribera, San Stefano Quisquina,  Cianciana, Alessandria della Rocca, Calamonaci, Racalmuto, Camastra, San Biagio Platani, Canicattì, Cattolica Eraclea, Grotte, Sambuca di Sicilia, Lucca Sicula, Menfi, Montevago, Naro, Ravanusa, Realmonte, Santa Margherita Belice e Siculiana.