ANTIMAFIA. Palazzo confiscato a boss diventa isituto di custodia per detenute con bambini

http://www.legalitaesviluppo.it/public/images/04c.jpgDiventerà un “istituto di custodia attenuata per detenute madri con figli fino a tre anni” un palazzo confiscato alla “stidda” favarese.

Si tratta di un immobile di tre piani in via Alfredino Rampi, espropriato Francesco Barba ex presunto capo della “stidda” di Favara, arrestato da latitante nel 1995 per associazione mafiosa e omicidio.

Grazie all’impegno del “Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo”, guidato dall’avvocatessa Barbara Garascia, che si occupa della riconversione dei beni confiscati ai boss, il palazzo è stato demolito ed è stata realizzata una nuova struttura già ultimata, rifinita, arredata ed è stato installato pure un impianto di video sorveglianza.

http://www.comunicalo.it/images/stories/personaggis/barbara%20garascia2.jpg“Adesso – spiega Barbara Garascia – l’immobile è stato affidato in concessione al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per la realizzazione del progetto ‘Icam’, ovvero una custodia alternativa per detenute madri con figli di età inferiore ai tre anni, attuato, ad oggi, solo a Milano. I tempi per la sua apertura non dovrebbero essere molto lunghi”. Si tratta dunque del primo istituto del genere in Sicilia, il secondo in Italia, all’interno del quale saranno offerti alle donne detenute percorsi personalizzati volti al recupero sociale con un attenzione specifica rivolta a istruzione, formazione, accompagnamento al lavoro e mediazione linguistica culturale.

L’ambiente nel quale saranno ospitate mamme e bambini sarà accogliente e non ricorderà in nessun modo la condizione carceraria, ma per le madri saranno in vigore le stesse regole del carcere. Continua a dare i suoi frutti, dunque, l’attività del consorzio. “Il riconoscimento avuto dagli organi istituzionali ci lusinga e ci stimola a continuare – spiega il presidente Garascia – sono già in itinere una serie di progetti che contiamo di rendere immediatamente operativi”. (CAGI)

 

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