CONFINDUSTRIA. Catanzaro: “Falsi malati e medici compiacenti danneggiano le imprese”

http://tbn1.google.com/images?q=tbn:nlGJoOkv-gkF1M:http://www.narcomafie.it/articoli_2007/immagini/art3_12_2007.jpg“Sono sempre più numerosi i certificati di malattia facili che arrecano danno alle imprese e ai cicli di produzione”.

Lo afferma il presidente di Confindustria agrigentina, Giuseppe Catanzaro,  puntando il dito contro quei “medici compiacenti” che per favorire i lavoratori arrecano spesso danni “alla produttività delle imprese di tutti i settori”. Il presidente degli industriali agrigentini sottolinea di avere già acquisito informazioni da parte delle aziende associate che confermano la consistenza del fenomeno.

“Per esempio, un imprenditore recentemente ci ha segnalato – racconta Catanzaro – che non ha potuto fare in tempo delle consegne, con conseguenti perdite per la propria impresa, perché il proprio autista si è messo in malattia, anche se poi è stato visto in un bar in ottima salute. In molti casi il ricorso alla malattia interviene dopo che il responsabile del personale, per garantire sopravvenute esigenze di mercato, chiede di modificare turni di lavoro: il risultato è la telefonata al medico che certifica la malattia. Non mettiamo in discussione – dice Catanzaro – la competenza e la correttezza  dei medici che non meritano colpevolizzazioni di massa, sarebbe sbagliato ed ingiusto. Ma il ricorso alla malattia, quando non necessario ovviamente, non può continuare ad essere un costo a carico delle imprese. Non conosciamo rimedi assoluti, probabilmente bisogna pensare ad interventi strutturali, come la modifica dell’art. 5 dello Statuto dei lavoratori consentendo le verifiche delle assenze per malattia in contraddittorio con un medico di fiducia del datore di lavoro. Così eviteremmo di domandarci perché nelle ipotesi in cui la prognosi “di comodo” viene smentita dal successivo controllo, non si procede con la dovuta energia a danno di chi ha certificato in modo superficiale”.

“Se gli imprenditori ritengono che si faccia molto spesso ricorso alle cosiddetta ‘malattie facili’ chiedano il nostro  intervento – dice la responsabile dell’Ufficio medico legale dell’Inps, Franca Arculeo – ma noi non abbiamo riscontrato un alto indice di ‘falsi malati’”.   “Comprendiamo le lamentele degli imprenditori – dice Antonio Fallea, responsabile dell’ufficio medico legale dell’Asl del distretto di Porto Empedocle – ma noi non possiamo farci nulla. Il nostro ruolo non è quello di scoprire i falsi malati, ma di controllare se sono a casa durante le visite fiscali. Se non ci sono li invitiamo a presentarsi l’indomani nei nostri uffici ma nella maggior parte dei casi documentano di essere stati dal medico curante o in farmacia. Un buon modello – spiega Fallea – è quello adottato dall’Amministrazione penitenziaria, i cui dipendenti che sono in malattia, se devono spostarsi da casa, informano preventivamente il loro ufficio del personale, solo così si possono evitare false giustificazioni”. (CAGI)

Giornale di Sicilia