STORIE. Cattolica, sfrattati dal Comune. “Ma noi non ce ne andiamo, mio marito è malato grave”

STORIE. Cattolica, sfrattati dal Comune. “Ma noi non ce ne andiamo, mio marito è malato grave”“Mio marito è gravemente ammalato, i miei figli sono disoccupati, ma il Comune ci ha buttato fuori dalla casa che ci aveva assegnato informandoci pure che non ce la darà più. Ma noi da qui non ce ne andremo”.

A parlare è una madre disperata di Cattolica Eraclea che, insieme ai figli e al marito, ha ricevuto l’avviso di sfratto dai nuovi alloggi popolari dopo nemmeno un mese dall’assegnazione. Oltre al danno la beffa. Il Comune ha informato la famiglia che la casa non gli sarà più assegnata, poiché risulta 39esima nella graduatoria elaborata dall’apposita commissione che dovrà assegnare i 36 nuovi alloggi popolari di contrada San Calogero. Ma la famiglia, che non ha un’abitazione “degna di un paese civile” e che deve accudire un ammalato grave in casa, non intende mollare. “Da qui non ce ne andremo”, ripete la signora nella disperazione. La storia della famiglia che riceve lo sfratto è drammatica.

Ma la vicenda dell’assegnazione di alcuni alloggi da parte del Comune prima che fosse pronta la graduatoria definitiva si rivela poco chiara (pare di aver capito). Né da parte dell’amministrazione né da parte di consiglieri comunali si registrano interventi, come se non esistesse nessun problema. Tra la gente tanto mormorio, lamentele, allusioni. In molti continuano ad attendere, speranzosi talvolta illusi, una nuova casa. Ci si augura che presto venga fatta chiarezza sull’assegnazione degli alloggi popolari, quanto accaduto e continua ad accadere è veramente indecente. 

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