BENI CONFISCATI. Restano fuori dal Consorzio Agrigentino i Comuni inadempienti

Beni confiscati tra Cattolica Eraclea e Ribera... Giorno della consegna degli immobili con le autorità e i giornalisti...  Da sinistra: Tenente carabinieri di Ribera Alessandro Vergine, Sostituto procuratore della Repubblica di Palermo, Salvatore Vella, Prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione.

Stato di massima allerta per i beni confiscati alla mafia nell’Agrigentino. Serie preoccupazioni emergono dal vertice convocato d’urgenza in Prefettura dopo il maxi furto al centro di aggregazione sociale di Naro. Si teme qualche irruzione di ladri o vandali al centro di Siculiana realizzato dal Consorzio Agrigentino per la Legalità e lo Sviluppo in un terreno confiscato al boss Alfonso Caruana. Ma non ci sono i fondi per pagare la vigilanza, a Naro era stata sospesa infatti per mancanza di soldi, così i ladri sono entrati facilmente in azione.

vertice in prefetturaI rappresentanti istituzionali coinvolti intendono comunque andare avanti e presentare nuovi progetti di riqualificazione dei beni confiscati, mentre si cerca di risolvere qualche problema burocratico.

Come per esempio quello con i Comuni di Cattolica Eraclea, Montallegro e Realmonte – i cui rispettivi consigli comunali nel maggio del 2008 deliberarono l’adesione al Consorzio Agrigentino per la Legalità e lo Sviluppo – non sono stati ammessi per carenza di documentazione e beni. Il presidente del Cda del Consorzio,  Barbara Garascia, infatti, ha sollecitato i Comuni in questione a presentare la documentazione necessaria e a consegnare i beni confiscati ricadenti sui propri territori.

siculiana, opera pubblica realizzata su un terreno confiscato al bossI tre Comuni avevano “aderito al consorzio per riscattare il proprio territorio fortemente oltraggiato dalla presenza della criminalità organizzata e per essere agevolato nel superamento delle difficoltà finanziarie ed organizzative che potrebbero impedire l’esercizio efficace ed economico delle attività e creare nuove opportunità occupazionali”. Altri Comuni avrebbero chiesto l’adesione.

Nonostante tra Cattolica Eraclea e Ribera siano stati già assegnati numerosi beni, il riutilizzo a fini sociali di terreni e ville confiscate ai boss non riesce a decollare. Il sistema cooperativistico sociale dell’Agrigentino sembra impreparato a cogliere le opportunità lavorative e di riscatto culturale offerte dall’effettivo riutilizzo dei beni confiscati alla mafia.

Beni confiscati tra Cattolica Eraclea e Ribera...Sono davvero tanti in provincia di Agrigento. Complessivamente 145 beni immobili, soltanto 60 di questi sono già stati destinati all’utilizzo a fini sociali, altri 85 sono in via di assegnazione. L’Agenzia del Demanio è responsabile della gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata dal momento della confisca definitiva del bene fino alla sua destinazione ai Comuni. Le amministrazioni, dopo l’acquisizione del bene, secondo la legge, hanno un anno di tempo per decidere se amministrarlo direttamente oppure assegnarlo in concessione, a titolo gratuito. I sindaci che dopo l’assegnazione non utilizzano i beni confiscati rischiano un’indagine per omissione d’atti d’ufficio e favoreggiamento alla mafia.

naro, centro aggregazione sociale su terreno confsicato alla mafiaIn testa alla classifica dei beni confiscati nell’Agrigentino c’è Canicattì, con 26 immobili, di cui 6 già assegnati. Al secondo posto segue Naro, dove sono 16 i beni confiscati, ma soltanto uno già destinato al Comune e utilizzato. Il terzo posto va a Cattolica Eraclea, dove i beni confiscati sono 15, nessuno dei quali è stato ancora destinato a fini sociali o istituzionali. Poi segue Aragona, con 13 beni confiscati, già 5 quelli assegnati. A Licata, invece, tutti gli 11 beni confiscati sono già stati destinati al Comune. Ad Agrigento, su 9 beni confiscati ne sono stati destinati già 8, e a Favara, dove tutte e sette le confische hanno già avuto la destinazione. Ecco poi tutti gli altri centri agrigentini dove sono stati confiscati beni ai mafiosi. Palma di Montechiaro, 7; Grotte e Sant’Angelo Muxaro 6; Sciacca 5; Porto Empedocle 4; Siculiana 3; Casteltermini, Racalmuto, Santa Elisabetta e Santo Stefano di Quisquina, 2 beni a testa; Camastra e Cianciana soltanto 1 bene.

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