RIGASSIFICATORE. Dopo Agrigento e Priolo anche Melilli dice “no”

Dopo Priolo, dove i voti contrari sono stati seimila, a Melilli, tremila persone hanno votato contro il rigassificatore.

Ad Agrigento, dopo che il 93,5% dei partecipanti alla consultazione popolare ha espresso il proprio dissenso alla realizzazione di un’opera il cui progetto è frutto di scellerate scelte politiche di gestione del territorio e di interessi imprenditoriali che non tengono conto delle peculiarità del territorio ne delle prospettive di sviluppo, siamo ancora in attesa che la classe politica faccia valere in tutte le sedi idonee il dato emerso dalle urne.

È indispensabile a tal proposito, che l’Amministrazione Comunale, come già accaduto presso il Tar Sicilia, presenti un ricorso alla Commissione Europea e adisca la Corte di Giustizia Europea, affinché venga revocata la Valutazione Impatto Ambientale rilasciata dal Ministero Ambiente in contrasto alle norme di diritto comunitario, recepite dallo Stato italiano. La convenzione di Aarhus, prevede infatti che la popolazione interessata, avrebbe dovuto poter esprimere la propria opinione, ancor prima che venisse redatto lo Studio di Impatto Ambientale. La mancata osservanza della normativa comunitaria e nazionale, è una motivazione più che valida affinché venga inficiato un iter procedurale autorizzativo che ha consegnato il futuro del nostro territorio nelle mani di gruppi di potere interessati solo al raggiungimento di obiettivi aziendali, dai quali nessun vantaggio trarranno i cittadini di questa provincia. Vogliamo ricordare ai fautori del rigassificatore e ai tanti politici “distratti” che la nostra è una delle regioni italiane dove si produce più energia di quella che si consuma e che siamo noi siciliani a fornire l’80% dell’energia prodotta al resto d’Italia. La Regione Siciliana inoltre, in base agli accordi, avrebbe avuto diritto ad una quota del metano che passa dal metanodotto che arriva dall’Algeria.

Come mai alla nostra Regione, non ne è mai stata corrisposta neppure una minima parte? Il menefreghismo, la miopia politica e l’approssimazione con cui la classe politica ha amministrato e continua ad amministrare il nostro territorio, sono le cause che hanno portato la Sicilia ad essere il fanalino di coda della nazione. Invitiamo pertanto il sindaco di Agrigento, ad impegnarsi affinché la Comunità Europea, faccia rispettare quei diritti dei cittadini, che i nostri rappresentanti politici non hanno voluto riconoscere.