30 APRILE 1982. Pio La Torre e Rosario Di Salvo uccisi dalla mafia

pio la torreSi deve a La Torre la legge sulla confisca dei beni mafiosi.

Sono stati commemorati stamane a Palermo, con la deposizione di corone di fiori sul luogo dell’agguato mafioso dove furono uccisi il 30 aprile del 1982, Pio La Torre, ex segretario regionale del Pci, e il suo collaboratore Rosario Di Salvo.

Alla celebrazione in ricordo del 27esimo anniversario hanno partecipato l’assessore regionale siciliano Francesco Scoma, il vice sindaco di Palermo Mario Milone, il deputato regionale siciliano e componente della direzione nazionale del Pd Giuseppe Lupo, il capogruppo all’Ars del Pd Antonello Cracolici, il senatore del Pd Giuseppe Lumia e Rita Borsellino, capolista del Pd alle elezioni europee. Oltre alle autorità istituzionali e politiche presenti anche quelle militari, tra cui il questore di Palermo Alessandro Marangoni.

 

la torre e di salvoBIOGRAFIA PIO LA TORRE. Pio La Torre (Palermo, 24 dicembre 1927 – Palermo, 30 aprile 1982) è stato un politico italiano.

 

Sin da giovane si impegnò nella lotta a favore dei braccianti, prima nella Confederterra, poi nella Cgil (come segretario regionale della Sicilia) e, infine, aderendo al Partito comunista italiano. Nel 1960 entrò nel Comitato centrale del PCI e, nel 1962 fu eletto segretario regionale. Nel 1969 si trasferì a Roma per dirigere prima la direzione della Commissione agraria e poi di quella meridionale. Messosi in luce per le sue doti politiche, Enrico Berlinguer lo fece entrare nella Segreteria nazionale di Botteghe Oscure. Nel 1972 venne eletto deputato; in Parlamento occupandosi di agricoltura. Propose una legge che introduceva il reato di associazione mafiosa (Legge Rognoni-La Torre) ed una norma che prevedeva la confisca dei beni ai mafiosi (scopo poi raggiunto dall’associazione Libera, che raccolse un milione di firme al fine di presentare una proposta di legge, che si concretizzò poi nella legge 109/96).

 

Nel 1981 decise di tornare in Sicilia per assumere la carica di segretario regionale del partito. Svolse la sua maggiore battaglia contro la costruzione della base missilistica NATO a Comiso che, secondo La Torre, rappresentava una minaccia per la pace nel Mar Mediterraneo e per la stessa Sicilia; per questo raccolse un milione di firme in calce ad una petizione al Governo. Ma le sue iniziative erano rivolte anche alla lotta contro la speculazione edilizia.

 

il delittoLa mattina del 30 aprile 1982, insieme a Rosario Di Salvo, Pio La Torre stava raggiungendo in auto (una Fiat 132) la sede del partito. Alla macchina si affiancarono due moto di grossa cilindrata: alcuni uomini mascherati con il casco e armati di pistole e mitragliette spararono decine di colpi contro i due uomini. Pio La Torre morì all’istante mentre Di Salvo ebbe il tempo per estrarre una pistola e sparare alcuni colpi, prima di soccombere.

 

Poco dopo l’omicidio fu rivendicato dai Gruppi proletari organizzati. Dopo nove anni di indagini, nel 1991, i giudici del tribunale di Palermo chiusero l’istruttoria rinviando a giudizio nove boss mafiosi aderenti alla Cupola mafiosa di Cosa Nostra. Per quanto riguarda il movente si fecero varie ipotesi, ma nessuna di queste ottenne riscontri effettivi. Nel 1992, un mafioso pentito, Leonardo Messina, rivelò che Pio La Torre fu ucciso su ordine di Totò Riina, capo dei corleonesi, a causa della sua proposta di legge riguardante i patrimoni dei mafiosi.

 

Il 30 aprile 2007 venne intitolato a Pio La Torre, dalla giunta di centrosinistra, il nuovo aeroporto di Comiso. Nell’agosto del 2008, la nuova giunta di centrodestra decide di togliere l’intitolazione a La Torre per tornare a quella precedente.

 

Il 10 maggio 2008, a Torino, è stato presentato il libro Pio La Torre – Una Storia Italiana di Giuseppe Bascietto e Claudio Camarca, con la prefazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Si tratta della prima biografia del politico autorizzata dalla famiglia La Torre. (Wikipedia)