IL CASO. Secondini e maestre all’Asi di Agrigento, IdV: “E’ una vergogna, si avvii il commissariamento”

alfano e i secondini agrigentini - foto gioacchino schicchi“Andrebbe commissariato il Consorzio Asi di Agrigento fondato sul mancato rispetto delle regole”.

Lo sostiene, in una nota, Giampiero Carta del circolo agrigentino di Italia dei Valori.

“Ben quindici dei cinquanta rappresentanti del consiglio generale dell’ente – ricorda Carta – sono guardie che hanno ottenuto il trasferimento dalle carceri del nord a quelle agrigentine grazie alla nomina a Consigliere dell’Asi, su mandato dei Sindaci dei Comuni che fanno pare del Consorzio. E il problema non riguarda soltanto le guardie prive dei requisiti voluti dalla legge, ma la quasi totalità dei cinquantasette componenti del Consiglio generale nel quale si annoverano, con tutto il rispetto del caso, vigili del fuoco, maestre elementari, insegnanti, figli di dipendenti del Consorzio, pensionati e forse anche qualche disoccupato”.

giampiero carta italia dei valori“Intanto – aggiunge l’esponente del partito di Di Pietro –  risulta che Confindustria ed i sindacati accettano di partecipare con propri rappresentanti a determinare la politica industriale della Provincia di Agrigento con il contributo determinante delle guardie carcerarie che, con il loro apporto, determinano l’approvazione di bilanci milionari, piani triennali delle opere pubbliche e piani regolatori. Con quali effetti lusinghieri, in termini di sviluppo del territorio e corretto uso delle risorse pubbliche (quali 1.500.000 euro l’anno per stipendi e 200.000 euro l’anno per tenere in vita un Consiglio generale di questo genere ed un Comitato direttivo, costituito per filiazione dal primo), è sotto gli occhi di qualsiasi visitatore, anche non particolarmente attento. Ed ancora, l’illegittima composizione del Consiglio generale si trasferisce al Comitato direttivo del Consorzio, nel quale alcuni membri sono diretta emanazione del Consiglio generale che li nomina tra i suoi componenti, privi in larghissima parte dei requisiti previsti e richiesti dalla legge”.

asi agrigento“Ancora più grave – prosegue Giampiero Carta – appare la situazione descritta perché questa illegalità riguarda in larga parte non soltanto le guardie carcerarie, dipendenti dal Ministero della Giustizia, ma l’ente pubblico deputato alla politica industriale della città che ha dato i natali all’attuale Ministro della Giustizia che, se solo ne fosse a conoscenza, non potrebbe certo consentire, per ragioni di correttezza e di immagine personale, il protrarsi di tale vergogna. Così come tale situazione di aperta illegalità non può essere oltremodo tollerata dai sìndacati dei lavoratori CGIL, CISL e UIL, rappresentati all’interno del consiglio generale”.

Né, è auspicabile, una situazione grave di questo genere, se conosciuta, potrebbe essere tollerata da parte della Procura della Repubblica, né da parte del Prefetto. Né, a maggiore ragione, può essere tollerata da Confindustria, rappresentata in Comitato direttivo ed in Consiglio generale del consorzio ASI: l’associazione si è imposta all’attenzione ed al rispetto di un’intera nazione attraverso le recentissime prese di posizione contro la mafia e la cultura dell’illegalità. E l’esistenza in un ente pubblico costituito illegittimamente e che altrettanto illegittimamente continua ad usare denaro pubblico a quale cultura appartiene? Come si può continuare a farne parte senza chiedere il ripristino della legalità attraverso una temporanea, necessaria ed imprescindibile fase di commissariamento?”.

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