CATTOLICA ERACLEA. Il dramma di una famiglia povera: “Siamo senza pane e senza luce ma il Comune ci ha abbandonati”

il signor giovanni cipolla“Non abbiamo i soldi per comprare il pane e per pagare la luce e il Comune ci ha abbandonati, siamo disperati”. Così il signor Giovanni Cipolla, disoccupato 51enne di Cattolica Eraclea, si rivolge ad alcuni concittadini, in piazza, per poter chiedere un piccolo aiuto economico che possa permettere alla sua famiglia di sopravvivere al dramma della povertà.

La moglie, Angela Marino, 50 anni, è ammalata, avrebbe bisogno di assistenza, ma per una mancata visita medica le hanno tolto pure la piccola pensione di 250 euro al mese con la quale andavano avanti.

L’Enel ha tagliato l’energia elettrica nell’umile abitazione della coppia: “Da settimane viviamo senza luce, non abbiamo trovato i soldi per pagare la bolletta, l’Amministrazione comunale ci ha detto che non ci sono soldi per poterci aiutare”, racconta disperato il signor Cipolla. Per la cronaca la bolletta era di circa 90 euro.

Giovanni Cipolla è noto in paese perchè è il fuochista che fa esplodere i fuochi di artificio in tutte le feste del paese, da quella di San Giuseppe a quella della Madonna del Carmelo e della Madonna della Mercede. Nelle scorse elezioni comunali Giovanni Cipolla è anche diventato un po’ il simbolo della campagna elettorale del candidato sindaco Cosimo Piro.

cosimo piroI due salivano insieme sul palco, Piro diceva che il signor Cipolla aveva subito dei “soprusi” (pare in relazione al mancato pagamento di una prestazione lavorativa) dal precedente sindaco Aquilino che però gli garantì sempre il pagamento della bolletta. Ora l’architetto Piro, dalla sua poltrona di sindaco del Pdl, fa sapere che non ci sono soldi per aiutare il signor Giovanni Cipolla che con dignità chiede aiuto per poter mangiare.

Mentre l’opposizione del Pd, ancora una volta, si rivela incapace di interpretare e rappresentare politicamente nelle opportune sedi istituzionali il disagio sociale e i bisogni della popolazione, le istanze dei più deboli e dei meno rappresentati; non solo quelle dei poveri disoccupati, ma anche dei lavoratori, degli artigiani, delle piccole imprese, dei commercianti, dei giovani, che sempre più in questo paese vedono calpestati i propri diritti e che pagano a caro prezzo anni di malgoverno e soverchierie.