ANTIRACKET. Nuova auto dello Stato per Cutrò: una Fiat Punto scassata ma con la sirena

cBIVONA. Dopo le ultime intimidazioni subite, l’imprenditore e testimone di giustizia Ignazio Cutrò si aspettava che la commissione provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza di Agrigento, presieduta dal prefetto di Agrigento Umberto Postiglione, gli restituisse l’auto blindata che sarebbe stata più sicura per lui per gli uomini che lo scortano. 

Ma l’auto concessagli per garantire la sua sicurezza non è delle migliori: una Fiat Punto vecchio tipo grigia, in discrete condizioni, ma che ha la sirena, anche se nelle ruote manca qualche bullone. La Punto va a sostituire una jeep con la quale l’imprenditore e i due carabinieri della compagnia di Cammarata erano già restati in panne.

“Purtroppo – racconta Cutrò al Giornale di Sicilia – non mi sento sufficientemente tutelato in questo momento alla luce delle ultime pesanti intimidazioni subite. Peraltro, evidentemente per carenze di organici e mezzi, la sorveglianza sotto la mia abitazione, che si trova in aperta campagna, è stata diminuita e la mia famiglia vive in un perenne stato di ansia.

A questo si aggiunge che la promessa del sindaco Giovanni Panepinto di installare la videosorveglianza fatta all’indomani del ritrovamento della croce di ceri, non è stata ancora realizzata. Lo Stato – conclude Cutrò –  deve difendere chi lotta contro la mafia, sia esso magistrato, cittadino o imprenditore e non può farlo solo nei convegni o negli incontri stampa. Adesso, stiamo aspettando che diventino realtà le promesse dei politici nazionali sulla nostra proposta di assicurare per lòegge i beni degli imprenditori minacciati”.

Articoli correlati…

ANTIRACKET. La paura di Ignazio Cutrò in quel paese abbarbicato sui Monti Sicani