CNA. Agrigento, per la prima volta una donna guiderà le piccole imprese e gli artigiani

roberta tuttolomondoL’estetista Roberta Tuttolomondo è il nuovo presidente provinciale della Cna di Agrigento, primo presidente donna della storia dell’artigianato provinciale.

E’ stata eletta  a conclusione dell’assemblea elettiva quadriennale,  alla presenza  dei titolari di imprese artigiane e  delle PMI, delegati all’Assemblea.  Roberta Tuttolomondo,  anche  presidente uscente della Cna Benessere e Sanità, ha sempre svolto con passione   e competenza il proprio lavoro. L’assise è stata anche  occasione d’incontro per discutere con le istituzioni, i deputati nazionali e regionali, i vertici della Cna, gli imprenditori e le altre organizzazioni di categoria, su una importante ricerca economica effettuata dalla Cna Sicilia, riguardo gli  effetti della crisi economica nonché sulle prospettive di crescita del mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa.

Assieme a  Roberta Tuttolomondo  fanno parte della presidenza, Colli Carlo di Ribera, Daniele Diego di Canicatti, Di Benedetto Mara di  Sciacca, Federico Enzo di Licata, Graci Vincenzo di Licata, Piccionello Giovanni di Raffadali, Valenti Vito di Porto Empedocle.

 Il sistema Cna ha avuto una grande evoluzione in termini di rappresentanza settoriale; si articola in ambiti differenziati di  specializzazione e pertanto   è difficile circoscriverlo  nell’ambito di una singola categoria economica o professionale;  rappresenta, oggi,  un sistema articolato di imprese, e svolge la sua  la sua  professionale a favore dello sviluppo e della qualificazione economica e sociale degli ambiti geografici e delle comunità territoriali agrigentine.

“Onorata di potere rappresentare i nostri imprenditori artigiani – afferma il neo presidente provinciale Roberta Tuttolomondo  – in un momento di grande difficoltà economica, cercherò con la collaborazione di tutti i membri della Cna di essere portavoce dei problemi che attanagliano l’economia provinciale.  Mi rivolgerò   accoratamente alle istituzioni, per far comprendere loro che lo sviluppo e l’occupazione non possono più  essere un miraggio,  ma,  la consapevolezza che solo le imprese rappresentano la storia il presente, e il futuro dei nostri giovani” .