SCIACCA. Truffa aggravata all’Inps, denunciate dalla finanza 467 persone

finanzaUna maxi truffa ai danni dell’INPS è stata scoperta dalla Guardia di Finanza a Sciacca.


Le indagini delle fiamme gialle, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno consentito di scoprire un articolato sistema di frode ordito e messo in atto, per vari anni e su ampia scala (in via prioritaria nella parte occidentale della provincia di Agrigento), da una serie di soggetti, tra cui un ex dipendente dell’ufficio INPS di Sciacca, grazie al quale svariate persone hanno potuto percepire indebitamente plurime indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti erogate dall’istituto di previdenza.
Le indagini hanno consentito di appurare che una “rete” di soggetti operanti sul territorio aveva il compito di individuare e “reclutare” persone compiacenti, di fatto prive dei requisiti per ottenere l’indennità di disoccupazione in questione, a nome delle quali venivano presentate delle domande di sussidio in cui veniva rappresentata la sussistenza di rapporti di lavoro dipendente rivelatisi in realtà fittizi (il richiedente non aveva mai lavorato per il datore di lavoro indicato nella domanda).

Presentata la domanda, il conseguente iter amministrativo per la corresponsione dell’indennità veniva superato grazie all’operato dell’ex funzionario infedele dell’INPS di Sciacca ed alla materiale manipolazione di documenti provenienti da patronati provinciali. Una volta riscossa l’indennità, aveva luogo l’incontro tra il beneficiario della stessa ed il proprio “reclutatore”, durante il quale quest’ultimo si faceva consegnare la quota di spettanza propria e del funzionario infedele, normalmente pari al 70-80% dell’intera somma riscossa.

 

Al termine delle indagini le persone complessivamente denunciate alla Procura della Repubblica di Sciacca sono state 467, in relazione ad un’accertata indebita percezione di circa 800 indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti, pari ad oltre 2 milioni e duecentomila euro. Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità in atto pubblico le ipotesi di reato contestate dagli inquirenti. Il corrispondente danno erariale derivante dalle condotte illecite accertate, pari, come detto, ad oltre 2 milioni e duecentomila euro, sarà oggetto di comunicazione alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Palermo.