IMPRESE. Roberta Tuttolomondo nella presidenza regionale della Cna

Le neo presidente provinciale della Cna di Agrigento nominata componente della Presidenza Regionale della Confederazione.

Il prestigioso incarico a Roberta Tuttolomondo,è arrivato al termine dell’assemblea quadriennale, svoltasi a Palermo, che ha confermato presidente il saccense Giuseppe Montalbano.

“Un ringraziamento a  tutti per la fiducia che mi è stata ancora una volta accordata – afferma Montalbano –  sono veramente felice. Così come sono contento per la presenza nell’ufficio di presidenza regionale di Roberta Tuttolomondo, una donna intraprendente, dinamica, capace di  dare il suo importante e significativo contributo a questo mio secondo quadriennio alla guida della Cna Sicilia”. 

E soddisfazione per l’incarico attribuito a Tuttolomondo  e per la riconferma di Montalbano, esprime tutta la direzione provinciale della Cna di Agrigento, che aggiunge: “La loro presenza nell’organismo regionale è motivo di orgoglio per noi e rappresenta il giusto merito alla nostra attività”.  E Roberta Tuttolomondo commenta: “Si tratta di altro attestato di stima e di riconoscimento nei miei confronti che certamente mi lusinga e mi onora, ma  nel contempo, ovviamente, mi carica di ulteriore responsabilità. Non posso che essere soddisfatta per il fatto di essere pure la prima donna che fa parte dell’esecutivo siciliano della Cna.

Vuole essere questo anche un messaggio nuovo, di stimolo per tutte le donne impegnate nel settore dell’artigianato e della piccola e media impresa. Questa mia presenza a livello regionale, a fianco del riconfermato presidente  Giuseppe Montalbano, anche lui agrigentino, al quale va il mio apprezzamento, non potrà che produrre effetti positivi nella gestione della Cna provinciale e nel rilancio delle sue iniziative a favore della categoria. L’artigianato e le PMI sono oggi in Sicilia e nell’agrigentino la risorsa fondamentale per il lavoro produttivo. Rappresentano l’unica possibile speranza per le giovani generazioni della nostra terra, che altrimenti saranno costrette ad emigrare. 

Oggi più che mai i richiami alle assunzioni di responsabilità delle classi dirigenti non sono retorica. Sono al contrario un obbligo morale e civile. Gli artigiani vogliono assumersi, come tutti gli imprenditori, le loro responsabilità. Anzi se le assumono aprendo le loro botteghe, i loro laboratori, le loro aziende ogni mattina. Se le assumono quotidianamente con il rischio di impresa che mettono in campo, guardando al futuro in positivo, come positivi sono, per le comunità in cui operano, i valori di cui sono portatori. Tutte le piccole e medie imprese sono disponibili a puntare su una nuova politica degli incentivi, non più a pioggia ma selettivi. Però occorre far passere a tutti i livelli istituzionali che l’artigianato è una risorsa e un’opportunità di crescita e sviluppo.  E’ necessario insomma un nuovo corso: chi governa questa nostra provincia, questa nostra regione e questo nostro paese hanno il dovere di lavorare e di portare avanti iniziative che possano seriamente contrastare la crisi economica del momento.

Servono per intenderci, non più parole, ma  misure adeguate, leggi importanti come quella relativa al credito d’imposta o appositi interventi come, ad esempio, quelli degli ammortizzatori sociali in deroga per l’artigianato e le PMI. Ed ancora la necessità di snellire e velocizzare i procedimenti amministrativi,  il lancio di un piano straordinario per l’edilizia e la casa, incentivando l’avvio di tutte le opere cantierabili e l’attivazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di edifici pubblici, scuole e strade.

E a proposito di infrastrutture, il territorio agrigentino vive una condizione davvero disagiata, una marginalità geografica spaventosa. Questo è un altro e ulteriore limite per la crescita delle nostre aziende. Su tutti questi aspetti, così come quello del contrasto alla criminalità organizzata, occorre spendersi e adoperarsi ogni giorno per cercare di offrire ai nostri artigiani strumenti sempre più efficienti, agevolazioni e percorsi meno tortuosi all’interno della macchina amministrativa nei vari enti. Tutti elementi necessari per potere guardare al futuro con fiducia  e speranza” – conclude Tuttolomondo.