AGRIGENTO. Preoccupazione per la realizzazione del rigassificatore

rigassificatoreSi è conclusa in serata la seduta straordinaria del consiglio provinciale dedicata al progetto del rigassificatore di Porto Empedocle.

Presenti, oltre ai consiglieri, anche rappresentanti di associazioni culturali, ambientaliste, professionisti e liberi cittadini. Assenti invece i rappresentanti della società Nuove Energie, che ha inviato una lettera ufficiale con la quale si rammaricava di non poter partecipare, e i sindaci di Porto Empedocle e Agrigento: quest’ultimo Comune è stato rappresentato dall’Assessore Rosalda Passarello, che nel suo intervento ha confermato la contrarietà del Comune all’opera.

In gran maggioranza gli interventi hanno messo in evidenza i forti dubbi riguardo non solo la sicurezza dell’impianto, ma anche la sua compatibilità ambientale, l’impatto sulla flora e fauna marina, la vicinanza con gli impianti che producono acqua dissalata e che potrebbe essere contaminata dalle notevoli quantità di cloro che verranno immesse nel mare, la vicinanza ai siti archeologici e al Kaos, e quindi alla casa natale di Pirandello, l’assenza dei pareri di alcune istituzioni, per esempio il Genio Civile (quest’ultima circostanza rimarcata in particolare dal consigliere Nino Spoto di RC, che ha anche evidenziato il potenziale dissesto geologico, il rischio sismico del territorio nel quale ricade l’opera e la scarsa ricaduta occupazionale a fronte di una spesa ingente, con il blocco, al contrario, di una potenziale fonte di sviluppo ben più importante quale quella del turismo).

Tra i numerosi interventi, ricordiamo quelli di Gian Joseph Morici, dell’associazione “Free”, che ha anche dimostrato con una registrazione come l’ex comandante della capitaneria di Porto di Porto Empedocle Maurizio Trogu avesse imposto 27 prescrizioni al progetto, e che queste prescrizioni successivamente non furono mai prese in considerazione alla Regione. Giulio Cinque (Askeo) ha parlato di decisioni prese in altre sedi, di provocazione da parte dell’Enel nel disertare la seduta e di forti preoccupazioni da parte dei cittadini. Camilleri (PD) ha detto, tra l’altro, che “rispedisce al mittente il ricatto occupazionale, basato su pochi posti a fronte di una spesa ingente”.

L’avvocato Arnaldo Faro ha aggiunto che il dietrofront della Regione sull’impatto che l’opera avrebbe sui luoghi del Kaos è incredibile, specialmente tenendo conto di un Decreto del 1993 che tutelerebbe integralmente la stessa zona, mentre è risibile l’enunciato della Soprintendenza secondo cui la Valle dei Temli non è sito d’importanza comunitaria, essendo già stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Montaperto (UdC), pur aderendo al documento finale, ha auspicato un dibattito più bilanciato.

Voce favorevole al rigassificatore quella dell’Ing. Nocera, che ha comunicato l’istituzione del comitato dei favorevoli, visto che l’impianto è in possesso di tutti i pareri necessari alla sua realizzazione. Per Antonio Calamita (Nuovi Orizzonti) porterà vantaggi solo al Nord, e devasterà il territorio senza alcuna ricaduta per gli agrigentini. Claudia Casa (Legambiente), pur perplessa per la tempistica della seduta, ha invitato il consiglio provinciale ad aderire al ricorso al TAR presentato contro il rigassificatore dal Comune di Agrigento e dalle associazioni ambientaliste.

Soddisfatto il Presidente del Consiglio Provinciale Raimondo Buscemi, che ha evidenziato la correttezza del confronto tra il Consiglio, le associazioni e cittadini. Al termine della seduta il consigliere Roberto Gallo (Destra) ha presentato un documento che il consiglio provinciale ha fatto proprio con 16 voto favorevoli su sedici presenti in aula (consiglieri Spoto, Avarello, Camilleri, Giglione, Girasole, Di Ventura, Di Prima, Bennici, Buscemi, Giovanni D’Angelo, Roberto Gallo, Lo Leggio, Montaperto, Picone, Terrazzino e Vinci)”. Nel documento si esprime preoccupazione per l’imminente realizzazione del rigassificatore, con danno al territorio e gravi rischi per la sicurezza. L’ordine del giorno sarà inviato alla Presidenza della Regione per le opportune valutazioni.