INCHIESTE. 17.000 euro per uccidere Adorno? Grandangolo svela tutti i particolari

ggGrandangolo pubblica, in esclusiva, nel numero 41 in edicola, l’intera storia, così come ricostruita dagli inquirenti su Giuseppe Adorno.

Ecco quanto scrive in prima pagina il giornale di Agrigento diretto da Franco Castaldo.  L’omicidio di Giuseppe Adorno non finisce di riservare sorprese su sorprese. Novità a catena, alcune clamorose che gettano una luce sinistra su  tutta la vicenda. Il primo importante e clamoroso sviluppo delle indagini è questo: gli inquirenti sospettano che Giuseppe De Rubeis, “u tubista”,  l’uomo che ha consegnato Giuseppe Adorno ai suoi carnefici, abbia ricevuto come compenso 17 mila euro. E’ la cifra trovata a casa sua il 31 agosto (anche quattro assegni su cui si sta lavorando per risalire ai titolari del conto) e di cui non ha saputo spiegarne la provenienza. E’ un sospetto tangibile ed anche feroce. Se così fosse, De Rubeis avrebbe “venduto” per diciassette mila euro il suo ex compagno di scuola. Poi, le due case vendute all’asta ed acquistate proprio da Giuseppe Adorno.

Il padre, Domenico – che vuole restituito il corpo del figliolo – ha raccontato agli investigatori di avere ricevuto una strana visita. Un commerciante di Villaseta lo avrebbe contatto per mandargli un messaggio della famiglia Cacciatore (Franco, l’esponente di spicco, è in carcere perché condannato per mafia, estorsione, omicidio ed altro). Un messaggio chiarissimo: “Restituisci le case ai Distefano”.  Messaggio recepito ma non concretizzato. Ed allora, l’altra pista che porta a Villaseta. Indagini sono in corso e molto serrate a cura del personale della Squadra Mobile e del Commissariato di Frontiera di Porto Empedocle. Ieri intanto, gli investigatori della polizia scientifica hanno analizzato un piccolo casolare semidiroccato,  sito a poche centinaia di metri dal luogo dove è stato trovato Giuseppe Adorno, in contrada Milione, territorio di Montaperto, casolare che in qualche modo potrebbe essere stato utilizzato per compiere il delitto.

Le indagini, come appare evidente, non sono ancora concluse mentre tutte le persone arrestate, Giuseppe, Gerlando, Giovanni Distefano, Giuseppe De Rubeis e Giuseppe Filippazzo si professano innocenti.Ed ancora servizi di politica,  la ormai conclusa vicenda del tesseramento negato a Giuseppe Arnone nel PD;  i problemi relativi all’inquinamento e un pregevole articolo di Diego Romeo sul Consiglio provinciale straordinario dedicato alla realizzazione del rigassificatore.