AGRIGENTO. L’amministrazione blocca la spesa per salvare precari e servizi

zamAnche Agrigento paga l’essere un ente chiamato ad erogare servizi ma senza l’adeguata disponibilità di risorse proprie.

I comuni, infatti, hanno sempre minore capacità impositiva e, quindi, possono sempre meno decidere su tasse ed imposte, e sono costretti a fare affidamento soltanto sui trasferimenti dello Stato e della Regione.

“In quest’ultimo caso – dice il sindaco Marco Zambuto – a fronte di un trasferimento nel 2008 di oltre 8 milioni e cento mila euro, alla data odierna abbiamo ricevuto soltanto due milioni di euro, quando sono trascorsi già ben dieci mesi.”

“A ciò si aggiunge – continua il Sindaco – quanto siamo costretti quotidianamente a fare per altre inadempienze sempre da parte della Regione. Mi riferisco alla decisione assunta la scorsa settimana di anticipare una parte delle somme occorrenti per il rinnovo del contratto di lavoro dei 220 dipendenti a tempo determinato, o quanto dobbiamo sostenere nel settore della solidarietà sociale, per esempio per assicurare l’assistenza ai minori extracomunitari; un problema, quest’ultimo, che non può essere ovviamente considerato solo di competenza comunale.”

“Conseguentemente dobbiamo fermare alcune ulteriori spese del Comune per far fronte ad impegni assolutamente improrogabili, quali il pagamento degli stipendi ai dipendenti comunali e quelle relative ai servizi essenziali.”

A tal fine, nella sua ultima riunione, la Giunta comunale ha formalizzato una atto di indirizzo ai competenti dirigenti affinché questi si impegnino a realizzare, entro l’anno, tutte le entrate relative ai permessi a costruire già previsti in bilancio, ed attivino i procedimenti concernenti le alienazioni del diritto di superficie (quelli, per esempio, su cui sono costruiti gli immobili delle cooperative edilizie), nonché di tutte quelle aree ed immobili disponibili, che non sono funzionali all’attività del Comune.

Con lo stesso atto è stato inoltre disposto che per tutti gli ordinativi di pagamento in conto capitale, ivi compresi quelli conseguenti ai certificati di regolare esecuzione, il termine di pagamento venga posticipato a cinque mesi dalla data di emissione. E’ stato inoltre previsto di limitare la spesa corrente agli impegni già assunti ed alle spese obbligatorie ancora da impegnare.

Inoltre i nuovi contratti che il Comune deve ancora stipulare dovranno prevedere termini di pagamento non inferiori ai quattro mesi, da valutare comunque in relazione alla modalità di finanziamento della spesa, specie di quelle di investimento.