LOTTA ALLA MAFIA. Parlamentari agrigentini insieme agli imprenditori antiracket di Confindustria

fConfindustria Agrigento rendo noto  che l’effetto delle intimidazioni e dei danneggiamenti da parte della mafia (che di recente ha rialzato la testa) ha prodotto una prima strategica risposta: i parlamentari agrigentini non hanno fatto distinzione di appartenenza politica nella lotta alla mafia che danneggia negozi, stabilimenti e cantieri.

Dobbiamo rilevare – hanno detto gli imprenditori di Confindustria AG, V. Siracusa, G.Sorce, P. Graceffa, S. Moncada, unitamente al Presidente della CCIAA di AG,  V. Messina,  che sommare i gravi effetti della presenza della mafia con l’assenza delle infrastrutture e, in alcuni casi, con l’inefficienza della pibblica amministrazione costituisce un pericoloso mix che impedisce alle piccole imprese di sostenere l’economia e la crescita sociale della nostra realtà. 

confiI parlamentari presenti all’incontro, On.li Adragna, Capodicasa, Fontana, Marinello e Ruvolo hanno assicurato il loro impegno congiunto ed unitario, concordando di programmare nei prossimi giorni un incontro con il Ministro Maroni e con il Presidente della commissione antimafia, Sen. Pisanu.

Chiederemo al Ministro, hanno puntualizzato i parlamentari, risposte concrete ed immediate per la nostra provincia che, come riporta l’ultima relazione della Direzione Nazionale Antimafia, registra la presenza di un pezzo di mafia che funge da pilastro per l’intera organizzazione mafiosa. I parlamentari hanno convenuto che a questa negativa specialità deve corrispondere una strategica azione di breve-medio termine dello Stato, chiamato ad assicurare anche agli imprenditori ed ai lavoratori che con essi lavorano, di poter  continuare ad operare e produrre in provincia di Agrigento.

fdCatanzaro, presidente di Confindustria AG,  a nome di tutti gli imprenditori ha ringraziato i parlamentari agrigentini per aver agito unitariamente per coniugare “sviluppo in sicurezza” ed ha anticipato che al Governo chiederà che per continuare nell’opera di sostegno agli imprenditori vittime di danneggiamenti ed estorsioni posta in essere da Confindustria Sicilia  è necessaria una maggiore incisività. Gli imprenditori si aspettano fatti concreti dallo Stato che non può  subire , in alcuni casi,  forme di vera e propria arroganza mafiosa, poiché non è oltre modo tollerabile pensare di dover  continuare a consentire a pochi  – che fanno affari con la mafia – di trarre ingenti illeciti profitti e , per contro , vedere intere generazioni chiamate  a vivere “grazie alla presenza della mafia”  con il dramma della disoccupazione o peggio registrare  le quotidiane attività finalizzate ad intimidire commercianti ed imprenditori per estorcere denaro o condizionare il libero mercato. Questo non può continuare ed impedirlo da subito è una precisa responsabilità dello Stato .

f“L’innovativa e per certi versi strategica azione dei nostri parlamentari – ha chiarito Catanzaro – che hanno saputo svestirsi dall’appartenenza a diversi partiti  per sostenere la crescita in sicurezza auspichiamo consentirà al Governo di cogliere il positivo momento, rispetto alla lotta alla mafia,  e quindi di assicurare risorse e mezzi – in aggiunta a quelli esistenti – e ciò anche per sostenere l’apprezzato impegno nel territorio di Magistratura e Forze di Polizia.  Per quanto ci riguarda – ha concluso Catanzaro – non appena ci sarà consentito rassegneremo al Ministro Maroni che desideriamo portare avanti l’opera di servizio al nostro Paese e continuare a produrre ed investire nella terra dove siamo nati correndo un solo rischio,  quello del libero mercato. Per fare ciò, il Governo del Paese può è deve reagire alla specialità del fenomeno mafioso agrigentino, assicurando alle preposte articolazioni statali,  mezzi e risorse necessarie per fronteggiare la specialità della mafia agrigentina”.