ANTIRACKET. Agrigento, raffica di e-mail ai giornali e in prefettura: Non lasciate solo Ignazio Cutrò

cutrò“Non lasciate solo Ignazio Cutrò”. E’ questo il messaggio che sta inondando le caselle di posta di alcune redazioni gionalistiche ma anche quelle della Prefettura di Agrigento. L’iniziativa parte su Facebook dal gruppo “Proteggiamo chi denuncia!”, lo scopo è quello di sensibilizzare i media e la prefettura a non abbassare la guardia sul “caso Cutrò”.

“Abbiamo lanciato un appello ai nostri iscritti (circa 3000) – spiega Camilla Loi, architetto ligure tra i fondatori del gruppo che ha avviato il tam tam sul web –  per mandare una mail per cercare di aiutare Ignazio Cutrò e per chiedere che vengano presi i dovuti provvedimenti in merito alla sua parsona e alla sua famiglia”.

Camilla Loi“Non è ammissibile che un uomo onesto come Ignazio Cutrò – si legge nel testo della mail inviato ad alcune redazioni di giornali e siti web e in prefettura – non sia debitamente protetto da chi di dovere. Chiediamo al più presto che sia installata la  videosorveglianza nella sua abitazione e che vengano adottate tutte le misure necessarie per la sua protezione, di cui ha pienamente diritto. Inoltre chiediamo che la sua attuale macchina venga sostituita con una blindata, come e’ giusto che sia. Nel caso in cui non vengano presi provvedimenti, vi riterremo responsabili di ciò che potrebbe succedere ad Ignazio e alla sua famiglia”.

“Ringrazio le tante persone che hanno inviato queste mail – dice in una nota Ignazio Cutrò – ma allo stesso tempo mi sento in dovere di ringraziare il prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione, e tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine che in questi momenti mi stanno vicino. Le tantissime mail arrivate alle testate giornalistiche e agli uffici della prefettura mi fanno capire quanta gente perbene c’è in Sicilia e quanta gente coraggiosa non vuole piegare la schiena alla criminalità organizzata. Le difficoltà economiche e burocratiche sono purtroppo all’ordine del giorno, anche nella lotta contro la cultura mafiosa. Nonostante ciò, riconosco e ringrazio le istituzioni per gli sforzi che fanno per salvaguardare me e la mia famiglia”.

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