CANICATTI’. Aziende agricole inesistenti truffano l’Inps: denunciati 31 finti disoccupati

gdfLa tenenza della Guardia di Finanza di Canicattì ha scoperto l’ennesima truffa ai danni dell’Inps nell’ambito dei controlli effettuati nel settore dell’agricoltura.

Sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Agrigento 31 persone che hanno indebitamente percepito le indennità di disoccupazione.

Il sistema di frode architettato era sostanzialmente quello tradizionale: la creazione di aziende agricole “fittizie”, in questo caso risultate essere due, che avevano come unico scopo quello di assumere braccianti per il periodo delle campagne stagionali, al fine di far loro maturare le giornate di lavoro previste per l’accesso al sussidio previsto per il periodo di disoccupazione (cd.: disoccupazione agricola).

Gli esiti delle risultanze emerse – quali assenza di struttura operativa, assenza di terreni in colture, assenza di beni strumentali, mancata istituzione di libri e registri contabili, assenza di presentazione di dichiarazioni fiscali, assenza di versamenti di ogni onere dovuto in materia previdenziale e assistenziale in favore degli operai, divergenze testimoniali da parte dei lavoratori agricoli – sono state fin da subito chiare ai militari delle fiamme gialle, i quali non hanno tardato a capire che si trovavano di fronte ad aziende cosiddette “fantasma”, cioè esistenti solo cartolarmente e costitute per far corrispondere le indennità in argomento. 

Gli autori con tale raggiro, raggiungevano quindi lo scopo di beneficiare e percepire indebitamente le indennità di disoccupazione agricola, a danno dell’erario e dell’INPS e per questi fatti, in 31 sono denunciati all’autorità giudiziaria per i reati commessi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, concorso, nonché per i titolari delle aziende agricole, di omesso versamento di ritenute previdenziali. 

L’attività ispettiva condotta dai Finanzieri canicattinesi, della locale tenenza, ha permesso così di interrompere questo circolo vizioso che andava avanti fin dal 2003, nonchè far emergere la consistenza della truffa, pari ad euro 106.884,30 di indennità illecitamente percepite ed euro 129.708,90 di contributi previdenziali ed assistenziali dovuti e non versati, per i quali gli uffici finanziari competenti provvederanno ad avviare l’iter previsto per il recupero di quanto indebitamente percepito e per le somma contributive non corrisposte.