INQUINAMENTO. Amianto nell’Agrigentino, ne discute il Consiglio provinciale

Il Consiglio Provinciale ha discusso questa sera due interrogazioni. La prima era stata presentata dal consigliere Stefano Girasole (PD) ed altri sulle problematiche “amianto” in provincia di Agrigento. “Si tratta di un problema molto serio – ha detto Girasole – la cui mancata soluzione mette a serio rischio la salute dei cittadini”.

L’assessore Argento ha risposto che l’attuale piano regionale dei rifiuti non prevede l’apertura di nuove discariche, mentre quelle esistenti non sono dotate di celle per isolare e smaltire l’amianto. Inoltre il corretto smaltimento di piccole quantità da parte dei privati è spesso scoraggiato dalle lentezze della burocrazia. Per questo motivo la Provincia sta attivando un protocollo di intesa con l’Arpa, l’ASP 1 e gli ATO Rifiuti per un piano condiviso di smaltimento dell’amianto ed una campagna di sensibilizzazione dei cittadini sull’argomento.

L’interrogazione del consigliere Mario Lazzano (PdL) sulla ristrutturazione del complesso S. Domenico di Sciacca è stata introdotta dallo stesso Lazzano, che ha ricordato come sin dal 2007 sia stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Provincia, Comune di Sciacca e Lega Navale per il recupero dell’importante struttura. L’Assessore Argento ha preso un preciso impegno per convocare una conferenza di servizi, coinvolgendo anche gli studenti della facoltà di Architettura del CUPA per un’ipotesi di riqualificazione del complesso San Domenico. Mario Lazzano ha apprezzato la risposta, ma ha anche ricordato che, nell’ottica di una politica di servizio per il territorio, continuerà a sollecitare la Provincia in questo senso.

In assenza del presidente Eugenio D’Orsi (che è anche presidente dell’ATO Idrico), impegnato nella seduta straordinaria del consiglio comunale di Favara sull’aeroporto, non è stata discussa l’interrogazione del ConsigliereDi Prima su disfunzioni e disservizi dell’Ato idrico della provincia di Agrigento e in merito all’utilizzo del’Ato idrico dei locali dell’Urp di Sciacca e all’assunzione di personale dell’Ato.

Prima della discussione dei punti all’ordine del giorno, il consigliereRipepe aveva evidenziato il contenuto di una sua iniziativa in merito alla circolare della Regione che ribalta, di fatto, una precedente direttiva sulla stabilizzazione dei precari negli enti locali. “Le spese dei precari rientrerebbero così nel patto di stabilità – ha detto Ripepe – e questo metterebbe a serio rischio la stessa stabilizzazione dei precari. Occorre che il Consiglio produca un documento unitario da proporre agli altri consigli provinciali e all’URPS per chiedere alla Regione di tornare alla soluzione precedente”.

Per quanto riguarda invece l’assestamento generale al bilancio di previsione 2009, si sono registrati vari interventi che hanno preso spunto dalla decisione della Giunta D’Orsi di ritirare la proposta di acquisto dell’ex caserma dei vigili del Fuoco. Sull’argomento sono intervenuti i consiglieri Zarbo, Paci, Bennici, Camilleri e Roberto Gallo, che a vario titolo e con sfumature diverse (Zarbo si è riservato di presentare un’interrogazione) hanno evidenziato come in commissione Lavori Pubblici sia emersa la decisione di esprimere un parere negativo in quanto i circa 2,5 milioni di euro necessari all’acquisto dell’ex caserma dovrebbero essere più opportunamente destinati ad altri settori, in particolare la viabilità e l’edilizia scolastica. 

L’assessore Luca Salvato ha detto che, non essendoci le condizioni politiche per l’approvazione della proposta, si è ritenuto opportuno ritirarla. Essendo stata inoltrata anche una richiesta a firma congiunta di diversi consiglieri sulla diversa destinazione della somma, il consiglio, su proposta di Ivan Paci, ha rinviato i lavori a lunedì prossimo, 30 novembre, alle ore 18, termine ultimo per l’approvazione degli assestamenti di bilancio.

Contrari al rinvio i consiglieri Spoto, Avarello, Girasole e Di Prima, che ha evidenziato come la discussione di due sole interrogazioni sia stata poca cosa rispetto ai punti contenuti all’ordine del giorno, e che si poteva continuare con la discussione delle altre interrogazioni e dei debiti fuori bilancio.