AGRIGENTO. Il Comune dà 20 giorni di tempo alla Provincia per il rilascio dell’ex caserma dei Vigili del fuoco

L’ufficio legale del Comune di Agrigento ha inviato alla Provincia una nota con la quale torna a chiedere il rilascio dell’immobile di proprietà comunale già adibito a caserma dei Vigili del fuoco.

La lettera ricostruisce i passaggi più importanti della lunga vicenda conclusasi con una sentenza definitiva della Corte di appello del 2001 (emessa dopo che la Cassazione, nel 1996, ne aveva disposto il giudizio ai soli fini della quantificazione delle somme dovute tra le parti) con la quale si conferma una precedente sentenza del 1990 che ha riconosciuto che l’edificio in questione è di proprietà del Comune ed ha condannato la Provincia al rilascio dello stesso, con relative pertinenze.

Nel settembre dello scorso anno il Comune ha convenuto in giudizio la Provincia per il risarcimento dei danni causati dalla detenzione dell’immobile e dal conseguente mancato godimento dello stesso, danni quantificati in € 986.043,99 (pari alla somma del canone che il Comune avrebbe potuto percepire annualmente se avesse potuto disporre dei locali di che trattasi, distinte per anno di occupazione), in base ad una richiesta già inoltrata nel maggio 2004, oltre alle somme successivamente maturate per il protrarsi dell’occupazione e da quantificare ed agli interessi ed alla rivalutazione monetaria. In via subordinata, nel caso in cui il Giudice dovesse ritenere infondata la domanda, il Comune ha chiesto la liquidazione della stessa somma a titolo di frutti non percepiti ed, in via ancor più subordinata, a titolo di arricchimento senza causa.

La Provincia si è costituita nel giudizio riproponendo la posizione già spiegata davanti la Corte di appello nel giudizio di rinvio, e cioè che il Comune di Agrigento ha diritto ad avere restituito solamente il terreno di sua proprietà con la parte dell’edificio che vi insiste ma non quella parte edificata dalla Provincia su terreno di privati, ed ha chiesto al Tribunale di disporre la divisione della comunione venutasi a creare. Ha chiesto inoltre di dichiarare l’avvenuta usucapione di tutto l’edificio.

Ma tali domande riguardano aspetti sui quali già le precedenti sentenze si sono pronunciate in via definitiva anche sul fatto che l’edificio è stato realizzato su terreno di proprietà comunale e la stessa domanda di usucapione è stata espressamente rigettata.

Nel marzo scorso il Comune ha notificato anche l’atto di precetto per rilascio dell’immobile, contro il quale la Provincia ha proposto opposizione con le motivazioni già esposte nel giudizio sopra citato.

Oggi, alla luce della mancata conclusione delle trattative per la transazione di tali giudizi, si torna a chiedere il rilascio dell’immobile di che trattasi, assegnando il termine di venti giorni per l’adempimento, trascorso infruttuosamente il quale il Comune intraprenderà e proseguirà ogni utile azione per il rilascio e per il risarcimento degli ulteriori danni causati dal prolungarsi dell’illegittima occupazione.