AMBIENTE. Depuratori di Siculiana e Porto Empedocle, denuncia per Girgenti acque

ccProseguono i controlli dei carabinieri nei depuratori nei Comuni dell’Agrigentino dopo il recente sequestro dell’impianto di Cattolica Eraclea.

I carabinieri della compagnia di Agrigento, diretti dal capitano Giuseppe Asti, nell’ambito di un servizio di polizia finalizzato alla verifica sulla corretta gestione dei depuratori nei comuni di Siculiana e Porto Empedocle, hanno espletato, unitamente ai carabinieri del nucleo operativo ecologico di Palermo, alla presenza di personale della Girgenti acque s.p.a., società che gestisce il servizio idrico nella provincia di Agrigento, alcuni controlli, durante i quali,  sono emerse delle irregolarità.

A Siculiana, la Girgenti acque, nonostante previsto da legge, ha omesso di effettuare periodico smaltimento e relativa annotazione su registro carico-scarico dei rifiuti prodotti dall’impianto di vagliatura del depuratore delle acque nere del comune di Siculiana. Il registro è stato posto sotto sequestro poichè trovato nella disponibilità dei dipendenti della predetta società, nell’intento fraudolento di procedere alla registrazione dei dati mancanti.

 A Porto Empedocle, l’impianto di trattamento primario sito in contrada Pero,  dal mese di agosto 2008 è gestito direttamente dalla società Girgenti acque nella persona dell’amministratore delegato,  Giuseppe Giuffrida, responsabile della violazione per aver effettuato  attività di gestione di rifiuti non pericolosi non autorizzata superando il limite temporale (un anno) del deposito temporaneo.

Il comune di Porto Empedocle, nella persona del dirigente dipartimento Ll.Pp. ed assetto del territorio del comune, si è reso responsabile della violazione per aver posto in deposito incontrollato e in evidente stato di abbandono, rifiuti non pericolosi costituiti da materiale proveniente da demolizioni  e scarifica di manto stradale; la società “La nuova eurodemolizioni” s.a.s. di Favara, nella persona del suo legale rappresentante, si è reso responsabile della violazione, perchè incaricato di un pubblico servizio ha redatto un atto attestandone falsamente il contenuto; l’impianto di depurazione sito in prossimità dell’ingresso secondario del porto – zona esterna al molo di levante – risulta in atto non funzionante e risulta essere gestito dalla società del gruppo “Campione” di Agrigento che ne cura gli adempimenti e le operazioni strettamente connesse all’avvio.