MONTALLEGRO. Una fiaccolata oer ricordare la pensionata romana barbaramente uccisa

giovanna de rossiDelitto e mistero, solidarietà e polemiche. Dopo l’efferata uccisione di Giovanna De Rossi, la pensionata romana di 68 anni che si era trasferita a Montallegro per stare vicino al mare, la comunità è sconvolta e impaurita e scende in piazza, con una fiaccolata in ricordo della donna barbaramente uccisa e per manifestare rabbia e indignazione di fronte al delitto che ha turbato violentemente la tranquillità della cittadina.

L’iniziativa è stata promossa dal parroco don Angelo Gambino e dalla comunità ecclesiale. L’appuntamento è oggi alle ore 18, la fiaccolata partirà da via Ugo La Malfa, davanti al palazzo in cui è stata uccisa la donna, si snoderà nel corso Vittorio Emanuele per concludersi poi nella chiesa dell’Immacolata, dove sarà celebrata una messa presieduta dal delegato del vescovo, don Baldo Reina, vicario per la pastorale della diocesi di Agrigento, e dal vicario foraneo don Lillo Argento. La comunità ecclesiale agrigentina esprime così il cordoglio ai familiari della donna rimasta vittima dell’efferato delitto e condanna il vile gesto che ha deturpato l’immagine del paese. L’arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro – che non potrà essere personalmente presente alla celebrazione eucaristica per degli impegni improcrastinabili  – ha espresso il suo “profondo dolore” per quanto accaduto.

Intanto esplode anche la polemica con una lettera aperta di don Angelo Gambino pubblicata sul sito della parrocchia San Leonardo. Il prete si dice indignato del fatto che nonostante il macabro delitto si sia svolto regolarmente, ieri e l’altro ieri a Montallegro, l’evento della “Sagra del pane”.

“Carissimo cittadino di Montallegro – scrive il prete – ieri c’ero anch’io insieme ad altri, dinanzi al condominio come testimoni di un fatto raccapricciante di cronaca nera. Oggi Montallegro – prosegue – è su tutte le testate giornalistiche della carta stampata e della Tv. Mi chiedo: era il caso che in un paese che si definisce tranquillo, sereno, ospitale, si festeggiasse la sagra del pane, dopo quello che è successo? Credo che se la persona assassinata fosse stato un montallegrese, come minimo il sindaco avrebbe proclamato il lutto cittadino, rinviata la sagra e convocato un Consiglio comunale straordinario. Una persona che si ritiene aggiornata, colta perchè tutti i giorni compra quotidiani così ha apostrofato: “Non è che era di Montallegro!”, giustificando così il non rinvio della sagra – racconta don Angelo Gambino -.

Per una signora, colta, benestante, educata e socievole, che aveva deciso di trascorrere il resto della sua vita qui a Montallegro ci siamo limitati ad assistere passivamente all’arrivo delle diverse macchine militari o giudiziarie. Questo – conclude – è il buon senso, il grado di civiltà che ha Montallegro. Non si poteva almeno rinviare di un giorno la sagra e proclamare oggi il lutto cittadino? Chissà se il sindaco avrà qualche risposta da darci?”.

Calogero Giuffrida

Da: Giornale di Sicilia