AGRIGENTO. La morte di Tonino Bruccoleri commuove gli agrigentini

tonino brucolleri e gianfranco jannuzzoNella città dei templi era una “istituzione”. Lo chiamavano “Il prefetto di San Leone” o “Il sindaco di Via Atenea”, per tutti era Tonino. E’ con grande commozione che gli agrigentini hanno accolto la notizia della morte di Tonino Bruccoleri, 69 anni, memoria storica e persona molto conosciuta ad Agrigento.

E’ stato trovato nella sua abitazione privo di vita l’altro ieri pomeriggio, presumibilmente stroncato da un infarto. Sono in tanti a ricordarlo come un saggio, un grande narratore, un punto di riferimento per giovani e adulti. Quotidiana la sua presenza in via Atenea, dove a bordo della sua auto si recava per incontrare amici e conoscenti. I funerali si terranno oggi nella chiesa di San Vito.

Gli agrigentini lo piangono su Facebook facendo tesoro dei suoi insegnamenti. E’ l’attore agrigentino Gianfranco Jannuzzo il primo a ricordarlo aprendo una discussione sulla sua bacheca personale arricchita poi da un centinaio di commenti.

“Addio a Tonino Bruccoleri innamorato di Agrigento come nessun’altro – ricorda Jannuzzo -. Lui che agrigentino non era (nato ad Istria il 5 settembre 1940) l’ha raccontata a diverse generazioni di ragazzi affascinati dal suo narrare intelligente e ironico, divertente e amaro. Quanti capannelli di giovani intorno a lui! I passanti curiosi si chiedevano cosa fosse quell’assembramento e lo alimentavano ulteriormente, ridendo a crepapelle anche loro.  E’ stato negli anni per molti di noi “il re del Timeo”, “Il prefetto di San Leone”, più recentemente “Il sindaco di Via Atenea” e per tutti “Tonino”. Per gioco – racconta l’attore – spedivamo cartoline a “Tonino, Agrigento” ai suoi vari indirizzi e arrivavano sempre. Colpito da poliomelite a soli 5 anni ha vissuto con avidità: ha camminato, ha salito le scale, ha lavorato, ha guidato la macchina aiutato da bastoni, tutori e sedie a rotelle di tutti i tipi insegnando a tutti noi ogni giorno con grande amore e con grande fatica che la parola più bella del mondo è “Domani””.

Carmelo Sardo, cronista agrigentino del Tg5, aggiunge: “Mi rifletto nelle parole di Gianfranco e ripercorro con struggente nostalgia la memoria della mia giovinezza, quei capannelli, le risate infinite con Tonino, la sua intelligenza, la leggerezza con cui affrontava la “sua” vita. Mi piace ricordare una sera a casa sua di alcuni anni fa: non ricordo chi stava per sedersi sul divano quando Tonino lo bloccò col bastone invitandolo a cambiare posto e a non sedersi là. Perchè? Perchè poche ore prima vi si era seduta Claudia Khol dopo uno spettacolo al Pirandello, e il divano, diceva Tonino, aveva ancora le sue “forme”… Tonino era anche questo, e sono certo che non me ne vorrà se ho raccontato questo aneddoto, anzi, conoscendolo, da lassù sono sicuro che starà ridendo anche lui. Ciao Tonì”.

 “Credo che solo in pochi – dice Mimmo Ferraro – hanno incarnato pregi e difetti dell’essere agrigentino. E Tonino sicuramente è stato uno di quei pochi! Addio Tonì”. (cagi)

Da: Giornale di Sicilia