GUARDIA DI FINANZA. “Nell’Agrigentino un 2009 ricco di successi anche nella lotta alla mafia”

gdfNell’anno 2009 la Guardia di Finanza di Agrigento ha svolto molteplici attività nei settori prettamente istituzionali, con particolare riguardo alla tutela della finanza pubblica (bilancio dell’Unione Europea, dello Stato e degli Enti locali) e a tutela dell’economia (nei settori del mercato dei capitali e dei servizi).

SETTORE TRIBUTARIO. L’attività preminente svolta è chiaramente quella proiettata nel settore tributario in base alla consueta programmazione annuale in armonia alle specifiche strategie operative emanate dal Governo nazionale. Tra le novità più rilevanti rispetto agli anni precedenti, sono stati intensificati i c.d. “controlli sugli indici di capacità contributiva”, ovvero controlli mirati nei confronti di soggetti che manifestano evidente ricchezza in termini di possesso di autovetture di grossa cilindrata, imbarcazioni da diporto, cavalli da corsa ecc., finalizzati alla ricostruzione dell’effettivo reddito accumulato (laddove non congruo con il reddito dichiarato) e, in alcuni casi, laddove accertato che trattasi di prestanomi, risalire ai reali titolari dei beni. Al riguardo, sono state inoltrate ben 224 segnalazioni per i successivi sviluppi sostanziali ed operativi.  Inoltre, è stata intensificata l’azione di verifica nei confronti di soggetti sospettati di appartenere alla criminalità organizzata di stampo mafioso, nonché a soggetti nei cui confronti è stata emanata una sentenza di condanna, anche non definitiva, per il reato di cui all’art. 416 bis del c.p. (associazione mafiosa).

gdfIn tale ambito, nel corso dell’anno 2009 sono stati svolti complessivamente  565 interventi, tra verifiche e controlli fiscali, che hanno consentito di segnalare una base imponibile di oltre 122,4 milioni di euro ai fini delle Imposte dirette (Irpef), nonché  14 milioni di euro di I.V.A. e più di 5 milioni di euro di IRAP evasa ed altre imposte indirette.

Detti obiettivi sono stati raggiunti anche attraverso la lotta alla cosiddetta “economia sommersa”, che ha consentito di individuare 68 evasori, di cui 54 completamente sconosciuti al fisco, nonchè la  scoperta di 95 lavoratori in nero o irregolarmente assunti. Sono state denunciate nr. 54 persone per reati fiscali (D.Lgs. 74/2000) tra amministratori di società e titolari di ditte individuali.

gdf raffoLOTTA ALLA MAFIA. L’attività del Corpo si è parallelamente estesa anche al di là della semplice tutela degli interessi erariali dello Stato, orientando l’attività operativa anche a tutela dei cittadini per fronteggiare i fenomeni più macroscopici di criminalità comune ed organizzata.

A tal proposito, sono stati eseguiti appositi controlli in materia di legislazione antimafia di cui alla legge 646/1982, compresi gli appalti pubblici, dai quali sono scaturiti e già conclusi 25 accertamenti patrimoniali nei confronti di 112 soggetti malavitosi e rispettivi nuclei familiari, nonchè n. 8 accertamenti  per illecite variazioni patrimoniali (ai sensi art. 30 e 31 L.646/82), nella prospettiva di aggredire i patrimoni illecitamente accumulati dalle organizzazioni criminali e loro prestanomi presenti nella Provincia, nonché seguire le variazioni patrimoniali nei confronti dei soggetti interessati. Tale attività, in estrema sintesi, è volta:

Ø   all’individuazione del patrimonio mobiliare ed immobiliare dei soggetti indagati per mafia, ma soprattutto, alla identificazione dei prestanomi ed all’esame delle posizioni fiscali nei confronti delle imprese riconducibili a tali soggetti;

Ø  all’esecuzione di indagini dirette ed indirette per la ricerca dei latitanti, per l’individuazione di responsabili in materia di usura, riciclaggio, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione ed altri gravi reati;

Ø  alle cognizioni delle infiltrazioni mafiose nel tessuto economico produttivo, negli appalti sia pubblici che privati, forniture, movimento terra, noli a caldo o a freddo ed attività similari;.

gdfNel 2009, sempre in materia di lotta alla criminalità organizzata, sono stati  sequestrati beni mobili ed immobili, consistenti in n. 23 aziende, 62 automezzi e beni immobili per un valore complessivo di 36,4 milioni di euro a due famiglie mafiose di spicco della Provincia di Agrigento.

Il primo provvedimento ha riguardato quote societarie e beni di sette società, attività riconducibili a due imprese individuali, conti correnti e dossier titoli, 146 unita’ immobiliari, di cui 27 fabbricati (estesi 4.690 mq), 88 appezzamenti di terreno e 31 lotti edificabili (872.559 mq), 3 capannoni industriali, 57 automezzi tra cui autocarri, escavatori, pale meccaniche e tre mercedes di grossa cilindrata, una cava di sabbia e pietrisco, un impianto di calcestruzzo di rilevanti dimensioni, tutte riconducibili alla famiglia Stracuzzi di Licata.

Il secondo provvedimento ha colpito un patrimonio in beni mobili, immobili ed aziende ai componenti di una famiglia di spicco e fiancheggiatori di ‘Cosa Nostra’ operanti sul territorio di Realmonte e Porto Empedocle.

Destinatari dei provvedimenti ablativi, Calogero Iacono ed il padre Giuseppe, pastori, cosiddetti “Pacchiani”, nonché i rispettivi congiunti e nuclei familiari, per un totale di 10 persone. Nel corso dell’operazione, i finanzieri hanno sottoposto a sequestro dodici appezzamenti di terreno, quattro fabbricati e tre aziende agricole e di allevamento di ovi-caprini, con rispettivi locali aziendali, attrezzature, stalle, ed oltre 300 capi di bestiame. Il Nucleo di Polizia Tributaria alla sede, oltre ai compiti previsti, per ultimo, dal D.Lgs. 19/03/2001 n. 68 in materia economica e finanziaria,  incorpora anche compiti specialistici in materia di lotta alla criminalità organizzata, mediante l’utilizzo di una serie di strumenti investigativi previsti da numerosi provvedimenti normativi.

LOTTA AL RICICLAGGIO. Nel sotto-comparto della lotta al riciclaggio, sono stati eseguiti 31 interventi su operazioni sospette meritevoli di approfondimento, concernenti le limitazioni di pagamento di cui alla Legge 197/1991 e 5 ispezioni antiriciclaggio che hanno portato alla verbalizzazione di 15 soggetti e la denuncia a piede libero di 3 soggetti per un riciclaggio accertato di € 729.000.

Nel corso dell’anno sono stati effettuati anche alcuni controlli nei confronti dei c.d. “Money Transfer” finalizzati al contrasto del finanziamento del terrorismo internazionale mediante il monitoraggio di movimenti di capitali sospetti da e per l’estero.

CODICE PENALE. Relativamente alla criminalità comune, con riferimento alle violazioni di norme previste dal Codice Penale sono state denunziate 326 persone, 7 in stato di arresto (di cui 2 per giudizio direttissimo) per vari reati concernenti, truffa, falso nummario, furto, ricettazione, estorsione, possesso illegale di armi e munizioni, altre leggi di P.S. ecc. .

gdgCONTRASTO AL TRAFFICO E SPACCIO DI STUPEFACENTI. Il continuo controllo del territorio e le accurate indagini poste in essere hanno permesso di conseguire ottimi risultati nel settore della lotta alla criminalità organizzata finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e prostituzione.

Nel corso dell’anno sono state sequestrate complessivamente  oltre 4,6 chilogrammi di sostanze stupefacenti, di cui 170 gr di eroina pura, 193 gr. di cocaina, 17 gr. di sostanze psicotrope  varie, 4,1 Kg tra hashish e marijuana, nonché 116 piante e semi di canapa indiana e papaverum somniferum. Sono state denunciate 68 persone, di cui ben 17 in stato d’arresto, nonchè segnalati al Prefetto n. 32 assuntori.

In tale ambito, ha assunto particolare rilevanza l’operazione di servizio denominata “Night White” le cui indagini sono state condotte con pedinamenti, appostamenti e intercettazioni sia ambientali che telefoniche, queste ultime rese difficoltose sia per l’utilizzo da parte dei soggetti arrestati di schede telefoniche intestate a soggetti extracomunitari sia per l’utilizzo da parte degli stessi di un linguaggio criptato utilizzato dagli stessi nelle contrattazioni per l’acquisto dello stupefacente. Infatti, tra acquirente e cedente venivano concordate delle parole in codice per indicare la quantita’, la tipologia e la qualità dello stupefacente. La cocaina veniva, quindi, ordinata facendo riferimento a diverse marche e modelli di autovetture: in particolare, se si ordinava una bmw i clienti cercavano cocaina di ottima qualità mentre si faceva riferimento alla cilindrata per indicarne la quantità richiesta.

Per “ordinare” l’hashish veniva utilizzato il termine “maglietta” che poteva essere grande o piccola per indicarne il peso del panetto (100 o 250 grammi) e per la qualità veniva indicato il termine “lacoste” oppure “ok il prezzo e’ giusto” secondo il marchio impresso sui panetti (un coccodrillo oppure la sigla “ok”).

Le medesime indagini hanno altresì portato alla scoperta di un traffico di prostituzione consentendo l’arresto di 3 soggetti e la denuncia di 11 persone.

CONTROLLO DELLA SPESA PUBBLICA. Rilevante è stato l’impulso dato alle attività concernenti il controllo delle spese di bilancio. In tale contesto, quale Polizia Comunitaria a tutela delle uscite comunitarie e nazionali, i Reparti del Corpo hanno effettuato interventi in materia di aiuti all’agricoltura, fondi strutturali, incentivi alle attività produttive ed ex Legge 488/92, tutelando sia le risorse a carico dell’Unione Europea che quelle gravanti, a titolo di cofinanziamento, sui bilanci dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali, nel cui ambito sono state denunciate 47 persone.

In tale contesto, tra l’altro, sono stati eseguiti  una serie di sequestri per un valore complessivo di oltre sei milioni di euro nell’ambito di una indagine su una maxi truffa ai danni dell’U.E., dello Stato e della Regione Siciliana, per 9 milioni di euro, conclusasi con la denuncia di 19 soggetti e i responsabili di sei Societa’ coinvolte nelle province di Agrigento, Palermo e Caltanissetta. (Legge 488 Patto Territoriale Magazzolo-Platani).

Nel settore della spesa pubblica riferita al bilancio locale, sono stati effettuati dei  controlli in materia di “prestazioni sociali agevolate” nei confronti di soggetti che avvalendosi dell’autocertificazione avevano dichiarato di appartenere a determinate fasce di reddito al fine di ottenere esenzioni e/o agevolazioni. Complessivamente sono stati eseguiti n. 119 interventi nei confronti di altrettanti soggetti.

CONTROLLO DELLA SPESA SANITARIA. Diverse sono state le indagini condotte nel settore della Spesa Sanitaria, tra cui è stata conclusa – in data 28/07/2009 – la nota vicenda dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, con l’esecuzione del sequestro preventivo dell’intero complesso ospedaliero per essere stato costruito con qualità di cemento non corrispondente ai requisiti tecnici previsti e tali da ritenerlo a grave rischio per la pubblica incolumità dei degenti e del personale sanitario in caso di evento sismico di piccola/media intensità.

Si ricorda sinteticamente che le complesse e laboriose indagini ed accertamenti tecnici e documentali, supportati da precise ed inequivocabili perizie tecniche, hanno confermato le ipotesi investigative sostenute dai militari operanti sin dalle prime fasi delle indagini, in ordine alle gravi carenze strutturali dell’intero complesso ospedaliero, tali da esporre a gravissimo rischio sismico l’intero manufatto. I gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza a carico dei soggetti che avevano, a vario titolo, curato la realizzazione della struttura e la messa in opera del materiale, hanno consentito all’Autorità Giudiziaria inquirente di iscrivere sul registro degli indagati nr. 12 soggetti con diversi livelli di responsabilità per i reati di: disastro colposo (479 c.p.), falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (323 c.p.), truffa (640 c.p.) ed emettere il provvedimento di sequestro preventivo dell’intera struttura ospedaliera.

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Nel settore dei reati contro la Pubblica Amministrazione, ricomprendendo in tale ambito anche gli appalti pubblici, sono state denunziate 40 persone di cui 1 in stato d’arresto,  per abuso d’ufficio,  peculato, appropriazione indebita,  turbata libertà degli incanti, ecc..

In particolare, nell’ambito di una specifica operazione di servizio, che inizialmente ha riguardato l’accertamento di irregolarità nella gestione e trasferenza dei rifiuti solidi urbani sulla terraferma provenienti dalle isole di Lampedusa e Linosa, successivamente si è estesa ad altri filoni investigativi che hanno riguardato le funzioni svolte dal Sindaco nell’ambito dell’amministrazione da lui capeggiata. Nel corso delle indagini veniva acclarato che lo stesso Sindaco, pur avendo nelle casse dell’Ente la disponibilità di € 1.173.830,00, aveva omesso di provvedere al pagamento dei corrispettivi dovuti all’A.T.I. SEAP-SAP S.R.L. di Agrigento per il servizio reso.

 

Sempre nel corso di indagini nei confronti di Enti ed organismi della Pubblica Amministrazione, sono stati accertati danni erariali per circa 56,2 milioni di euro e le segnalazioni all’Autorità Giudiziaria di Pubblici Amministratori.

gdfIn particolare, nel corso di una operazione di servizio è stata scoperta l’esistenza di appalti pilotati, con danni erariali per oltre 15 milioni di euro segnalati alla Corte dei Conti, per l’approvvigionamento di beni e servizi all’interno della banca del cordone ombelicale. Dieci persone, tra medici, parasanitari e fornitori, sono stati denunciati per turbata libertà degli incanti e truffa aggravata. Già nel 2008 erano state scoperte anomalie nella gestione degli appalti: con ricorso a trattative private in regime di urgenza quando non ve n’era bisogno, e difformità sui quantitativi acquistati, assolutamente sproporzionati, di reagenti e reattivi per la tipizzazione delle sacche di sangue cordonale rispetto a quelle pubblicate sulle banche dati mondiali che permettono il collegamento fra i soggetti che hanno bisogno di un trapianto e coloro che hanno le unità di sangue cordonale necessario. Nella banca del cordone ombelicale l’aggiudicazione di forniture sarebbe stata concordata preventivamente con ditte di gradimento degli indagati. In parallelo sono state scoperte delle omissioni inerenti la lavorazione del sangue contenuto nel cordone ombelicale donato dalle madri al momento del parto. Inoltre alla banca di Sciacca, non sarebbero stati effettuati i necessari esami immunologici sulla madre e sul neonato.

Nel corso dell’operazione di servizio, denominata “Dirty Welfare”, è stata scoperta una maxi truffa messa in atto ai danni dell’INPS. Le indagini hanno consentito di scoprire un articolato sistema di frode ordito e messo in atto, per vari anni e su ampia scala (in via prioritaria nella parte occidentale della provincia di Agrigento), da una serie di soggetti, tra cui un ex dipendente dell’ufficio INPS di Sciacca, grazie al quale svariate persone hanno potuto percepire indebitamente plurime indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti erogate dall’istituto di previdenza.

Le indagini hanno consentito di appurare che una “rete” di soggetti operanti sul territorio aveva il compito di individuare e “reclutare” persone compiacenti, di fatto prive dei requisiti per ottenere l’indennità di disoccupazione in questione, a nome delle quali venivano presentate delle domande di sussidio in cui veniva rappresentata la sussistenza di rapporti di lavoro dipendente rivelatisi in realtà fittizi. Al termine delle indagini le persone complessivamente denunciate sono state 467 (in relazione ad un’accertata indebita percezione di circa 800 indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti) per le ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità in atto pubblico. Il corrispondente danno erariale derivante dalle condotte illecite accertate – pari ad oltre 2,2 milioni di euro è stato segnalato alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Palermo.

Altra operazione da segnalare riguarda la denuncia di 44 soggetti per truffa all’Inps, realizzata attraverso l’assunzione di falsi braccianti agricoli. In particolare, nell’ambito dell’esecuzione di uno specifico progetto denominato “Fauno” sono stati individuati soggetti che, con la creazione fittizia di aziende agricole, queste, avevano ottenuto dall’Inps i previsti registri di lavorazione, dichiarando falsi lavoratori agricoli, consentendo l’illecita percezione di indennità di disoccupazione agricola per un importo di circa 147 mila euro.

Sempre in tema di reati contro la pubblica Amministrazione è stata svolta una indagine nei confronti dell’A.S.L. di Agrigento, finalizzata al controllo dell’applicazione della L. 405/2001 (distribuzione diretta di farmaci inclusi in appositi prontuari denominati “PH-T”.). Nel corso delle indagini è emersa la mancanza di iniziative concrete da parte dei Direttori Generali (e, a susseguirsi in concorso e in solido, dai dirigenti Responsabili dell’Area Gestione del Farmaco dell’Azienda Unità Sanitaria Locale nr. 1 di Agrigento succedutisi nel tempo e dagli Assessori Regionali alla Sanità) al fine di evitare il perdurare del grave pregiudizio economico causato dalla mancata applicazione della legge 405/2001 – ovvero procedere alla distribuzione diretta di tutti i farmaci inclusi nel prontuario “PH-T”;

I risultati delle elaborazioni effettuate hanno consentito di ricostruire sia l’importo totale, sulla base del prezzo al pubblico dei farmaci PH-T erogati nell’ambito del territorio dell’A.U.S.L. nr. 1 di Agrigento, sia l’effettiva spesa sostenuta per tali farmaci da parte dell’Azienda Unità Sanitaria Locale nr. 1 di Agrigento al netto degli sconti obbligatori praticati dalle farmacie.

E’ stata, poi, stimata la spesa che l’Azienda Unità Sanitaria Locale nr., 1 di Agrigento avrebbe sostenuto per erogare i medesimi farmaci, qualora fosse stata data attuazione alla metodologia distributiva diretta attraverso le strutture pubbliche, la cui ricostruzione ha determinato, nel periodo preso a base di indagine, danni erariali per l’importo complessivo di  €. 25,7 milioni di euro. 

POLIZIA AMBIENTALE. Nel settore della tutela dell’ambiente i finanzieri si sono mossi alla ricerca di costruzioni e discariche abusive. Sono state sequestrate diverse discariche per complessivi 2.852 mq di aree demaniali contenenti circa 3.800 Kg di rifiuti industriali, metalli e rottami vari ed altro materiale vario, tra cui eternit, materie plastiche e pneumatici. E’ stato sequestrato anche un deposito irregolare di oli esausti e , nell’ambito di una verifica fiscale, è stato scoperto un deposito irregolare di rifiuti pericolosi. Complessivamente, sono stati denunciati n. 12 soggetti.

CONTRAFFAZIONE E PIRATERIA. Un altro settore della polizia economica, di notevole interesse operativo, riguarda il contrasto alla contraffazione dei marchi, della pirateria informatica e della tutela dei diritti d’autore. Nel comparto, sono stati effettuati 16 interventi, sequestrati oltre 12.000 tra compact-disk e DVD e 38 supporti magnetici per un valore di oltre 120 mila euro, circa 4.000 capi e/o oggetti con marchi contraffatti e denunciate a piede libero nr. 40 persone, di cui 1  arrestata.

gdfREATI SOCIETARI. In tema di reati fallimentari, sono state portate a termine n. 3 complesse indagini, nel cui ambito sono state denunciate n. 10 persone per bancarotta fraudolenta aggravata per aver  distratto beni dalla procedura fallimentare.

GIOCO D’AZZARDO. Nella lotta alle scommesse clandestine e nel contrasto al gioco d’azzardo, sono stati eseguiti numerosi interventi che hanno portato alla denunzia a piede libero di 21 soggetti ed al sequestro di 37 apparecchi tra video-poker e video-games.

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA. Nel settore del contrasto all’immigrazione clandestina, anche con l’apporto delle unità aeronavali del Corpo, si è proceduto al fermo, per il successivo rimpatrio, di 1.380 cittadini stranieri, di cui 1 tratta in arresto per favoreggiamento all’immigrazione.

SETTORE ACCISE. Nel settore delle accise (prodotti energetici),  sugli oli minerali sono stati eseguiti 15 interventi che hanno permesso di verbalizzare 15 soggetti, di cui 3 denunciati a piede libero, con il sequestro di oltre 5.846 Kg di prodotti petroliferi, 34.720 Kg di G.P.L. contenuti in oltre 4000 bombole per uso domestico concentrate in depositi non autorizzati e/o con capienza consentita inferiore.

TUTELA SALUTE PUBBLICA. Anche nel settore della tutela della salute pubblica e sicurezza dei prodotti, sono stati effettuati diversi controlli finalizzati alla prevenzione e al contrasto di frodi ai danni dei consumatori, derivanti dalla contraffazione di prodotti alimentari e non. Nel corso di una specifica operazione denominata “operazione 99 condotta anche in ambito nazionale, sono stati sottoposti a sequestro 695 confezioni di prodotti cosmetici contenenti, tra gli ingredienti, una sostanza dannosa per i consumatori (Metyldibromo Glutaronitrile”. 

Altresì, sono stati sequestrati circa 2000 caschi protettivi per motociclisti con caratteristiche non corrispondenti ai criteri e requisiti di sicurezza disposti dalla specifica normativa.

Nello stesso ambito è stato anche scoperto e chiuso lo studio di un falso dentista che esercitava, nel capoluogo, l’esercizio abusivo della professione medica,  sprovvisto di qualsiasi autorizzazione sanitaria. Nella circostanza è stato richiesto l’intervento dei medici del dipartimento di prevenzione dell’A.S.P. di agrigento.

CONTROLLI STRUMENTALI. Le attività di servizio nei confronti dei commercianti al dettaglio si sono sviluppate mediante 4.086 controlli in materia di scontrino fiscale, ricevuta fiscale e 2.038 controlli su strada,  con una percentuale di mancate emissione rilevata, in materia di scontrino e ricevute fiscali, del 20%.Nello stesso ambito sono stati eseguiti n. 100 approfondimenti in materia di lotta al carovita per la tutela dei consumatori.

CODICE DELLA STRADA. In materia di Codice della Strada, sono stati elevati oltre 470 verbali, sequestrate nr.  4 autovetture e riscosse somme pari a circa 22 mila euro per violazioni al codice della strada.

POLIZIA MARITTIMA. In materia di polizia marittima sono stati effettuati diversi interventi per prevenire e reprimere attività illecite connessa alla pesca, nel cui ambito sono state denunciate n. 4 persone e sequestrati 725 Kg di prodotti della pesca.

SERVIZIO PUBBLICA UTILITA’ 117. Le pattuglie hanno sviluppato un’attenta ricognizione nei 43 comuni del territorio provinciale, specie sugli obiettivi sensibili, ritenuti a maggior rischio, mentre il servizio di Pubblica Utilità “117, ha svolto una costante attività al servizio del cittadino, registrando tutte le segnalazioni pervenute, intervenendo dove è stato necessario e fornendo informazioni utili agli utenti sull’attività del Corpo.

 

Dall’inizio dell’anno sono state impiegate circa 1.300 pattuglie,  nr. 3.900 militari, per un totale di oltre 25.000 ore lavorative svolte, consentendo di svolgere una significativa e capillare azione preventiva ed intervenire successivamente nei comparti operativi ove più diffusa è l’illegalità. I risultati operativi conseguiti dalla Guardia di Finanza in tutta la provincia di Agrigento si ritengono lusinghieri e gratificanti per tutti i militari che vi hanno contribuito.