MAFIA. Tutto sul racket del pizzo nell’Agrigentino, i racconti del pentito Rizzuto

c rizzutoGrandangolo – il giornale di Agrigento  diretto da Franco Castaldo – pubblica, in esclusiva, nel primo numero del nuovo anno in edicola oggi, numerose vicende di mafia.

Si comincia col meccanismo perverso che ormai sembra essere debellato grazie alla levata di scudi di un’imprenditoria che ha preso coscienza di un fatto indiscutibile: con la mafia non si tratta.

Ma fino a poco tempo fa la situazione era davvero sconcertante: le imprese che andavano a lavorare fuori dal loro territorio di residenza aprivano i cantieri con la messa a posto effettuata. Gli imprenditori si presentavano da soli davanti ai capobastone della zona e mettere a posto la loro impresa per eseguire i lavori. Non occorreva mettere la bomba, dare un segnale. Sapevano tutto già prima. Lo ricorda il collaboratore di giustizia Calogero Rizzuto nel corso di un interrogatorio reso ai pubblici ministeri nell’ambito del processo “Scacco matto”.

Rizzuto racconta di più: c’era persino il pizzo sul pizzo. Un appalto già condizionato da Cosa Nostra veniva gestito dalla mafia cedendo una parte di piccoli lavori mediante il pagamento di una quota in denaro. Veniva venduto il lavoro. Ma Grandangolo vi racconta anche della lotta Di Gati-Falsone, con dichiarazioni inedite dell’ex barbiere di Racalmuto, Maurizio Di Gati, dell’omicidio del favarese Carmelo Milioti e del summit di mafia per eleggere Giuseppe Falsone svoltosi nel canicattinese e sulle cui dinamiche vi sono indagini in corso. E poi i risvolti dell’omicidio di Nick Rizzuto jr compiuto a Montreal, in Canada. Oltre la mafia, Grandangolo vi rivela tutti i retroscena del Piano regolatore generale di Agrigento fresco di pubblicazione sulla Gurs; della gestione dell’informazione ad Agrigento, e un pregevolissimo articolo di Diego Romeo vi delucida sulle vicende che interessano l’arcivescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro.