MAFIA. Commando empedoclino pronto ad uccidere ancora nel Varesotto

vecchia e contrionoSe non fosse stato fermato in tempo dagli agenti della Squadra mobile di Como e della Direzione investigativa antimafia di Milano, il commando empedoclino avrebbe continuato ad uccidere ancora nel Varesotto nell’ambito di una “guerra” di mafia tra famiglie agrigentine e nissene.

Le armi per sterminare un’intera famiglia erano già pronte, prelevate in Sicilia. Dovevano essere uccise altre tre persone: il padre, il figlio e un nipote di Giuseppe Monterosso, 55 anni, sorvegliato speciale originario di Sommatino, in provincia di Caltanissetta, già condannato per mafia e legato al boss Piddu Madonia, ucciso il 6 maggio scorso Cavaria con Premezzo a colpi di pistola.

Il piano di aggressione di un’intera famiglia sarebbe stato messo a punto durante alcuni summit che gli investigatori sono riusciti ad intercettare. Agli incontri avrebbe partecipato anche Calogero Palumbo, 48 anni, residente a Porto Empedocle e domiciliato a Blevio, nel Comasco, che avrebbe fatto parte del gruppo di fuoco. E’ cognato di Andrea Vecchia, 44 anni, empedoclino residente ad Albiolo, già arrestato per il delitto Monterosso dopo la confessione di Alessio Contrino, 47 anni, autotrasportatore di Aragona, che avrebbe partecipato all’agguato e che poi si è pentito cominciando a collaborare con la giustizia. Nella stessa occasione finirono in manette il nipote di Vecchia, Giuseppe Luparello, 25 anni, e ad Antonio Cuntrera, 39 anni, entrambi di Porto Empedocle, avrebbero avuto un ruolo nel trasporto delle armi poi sequestrate dalla Squadra mobile di Como diretta dal dirigente Giuseppe Schettino. Dalle indagini emerge che i presunti responsabili del delitto erano legati alla famiglia mafiosa empedoclica Albanese-Messina. Sul fronte opposto il gruppo legato ai Madonia di Caltanisseta. Gli investigatori pensano che le cosche fossero in “guerra” per spartirsi il mercato di alcune attività commerciali lecite, come per esempio il trasporto merci su gomma tra Como e Varese. La “mattanza” è stata fermata anche grazie alle confessioni del nuovo pentito Alessio Contrino che starebbe svelando nuovi retroscena e nuovi nomi  della mafia empedoclina.

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