DROGA. Sorpresi con 700 grammi di hashish, due giovani favaresi arrestati a Lercara Friddi

ccUna notte da lupi, la scorsa a Lercara Friddi. La colonnina era scesa ben al di sotto dello zero, rendendo il paesaggio sicano molto simile alle montagne del nord-Italia, burbere e severe con quel vestito bianco neve.

Aspetti molto cari al comandante della Compagnia di Lercara Friddi, il tenente Vecci Federico, “friulano”.

Ma il freddo gelido non aveva fermato il viaggio di due favaresi che, nel cuore della notte, trasportavano, diretti verso casa, il loro carico di droga, convinti che con quel tempaccio, nessuna gazzella li avrebbe mai fermati.

Ma i Carabinieri sono sempre in giro a vegliare, proprio come quelli delle statuine, abbracciati, nella tormenta che avanzavano fieri.

ccAi due Carabinieri della locale Aliquota Radiomobile non era parso vero “toh, una macchina!”, una Fiat Stilo che sfrecciava a manetta sulla Pa-Ag; una breve rincorsa e la vettura veniva bloccata, con alla guida Giuseppe Sorse di 23 anni e il passeggero Pasquale Vassallo Todaro, 22 anni, entrambi di Favara. Due ragazzini infreddoliti che dalle tasche estraevano, in totale, tremila euro in banconote, “una bella cifra, complimenti” commentavano i due militari dell’Arma.

Troppi soldi per due giovinastri, era necessario approfondire la vicenda; i due giovani venivano condotti presso la vicina Compagnia Carabinieri, dove, con l’ausilio di militari dell’Aliquota operativa, si effettuava un’accurata perquisizione veicolare; la ricerca sembrava  non fornire frutti, quando dal vano motore, nei pressi della vaschetta destinata al liquido refrigerante, spuntava fuori una busta in plastica, che aveva l’aria di essere un corpo estraneo. Un involucro dall’interessante contenuto:

todarosorce7 panetti di hashish per un peso di 700 grammi circa e del valore stimato di 10.000 euro. I due ragazzi venivano arrestati ed a loro veniva sequestrato tutto: denaro, droga ed autovettura. Un periodo presso “le patrie galere” li aiuterà a riflettere sui veri valori della vita e sul dolore che hanno dato ai propri familiari, mamme e papà che, preoccupati, tempestavano di telefonate il centralino della caserma. D’altronde con quella neve non era il caso di andare in giro a tarda notte!

Le indagini proseguono nel tentativo di accertare dove si siano procurati due disoccupati, incensurati, tutto quel denaro contante; forse i giovani erano solo due corrieri di una ricca associazione, che aveva messo loro a disposizione del denaro da far “fruttare”.