POLITICA. Respinto il ricorso di Arnone per la tessera del Pd del 2009

“La Commissione nazionale di Garanzia,  riunitasi in data 16 febbraio 2010 nella composizione eletta il 7 novembre 2009 dalla Assemblea nazionale del PD, esaminato il ricorso presentato in data 15 ottobre 2009 dall’avv. Giuseppe Arnone avverso la delibera della Commissione regionale di Garanzia della Sicilia che ha disposto la sua cancellazione dall’anagrafe degli iscritti al PD per l’anno 2009; visti i risultati delle audizioni svolte in data 30 ottobre 2009 dalla precedente Commissione nazionale di Garanzia alle quali hanno partecipato il ricorrente  Giuseppe Arnone e il delegato della Commissione regionale per il Congresso della Sicilia, Emilio Messana, audizioni alle quali era stata invitata anche la Commissione regionale di Garanzia della Sicilia; sentito in data 20 gennaio 2010 l’on.le Angelo Capodicasa in qualità di persona informata dei fatti; vista la copiosa documentazione raccolta nel corso delle predette audizioni; unanime ha dichiarato che la decisione adottata dalla Commissione regionale di Garanzia della Sicilia sul ricorso in esame è conforme ai fondamentali principi statutari”.

“Dunque – commenta il segretario provinciale del Pd Emilio Messana – viene definitivamente consacrata dal massimo organo di garanzia del PD la legittimità  dell’esclusione di Giuseppe Arnone disposta dalla Commissione di Garanzia Regionale. Arnone candidandosi contro il Pd alle elezioni provinciali ha violato i fondamentali principi statutari e per questo è stato prima dichiarato decaduto dall’Assemblea Costituente Nazionale e poi gli è stata negata la tessera del Partito.

Non v’è stato alcun complotto, come Arnone va ripetendo come un disco rotto, ma la pronta reazione degli organismi di garanzia a tutela delle regole che presidiano la vita democratica del partito. Noi lo sapevamo ed abbiamo atteso serenamente questo esito, guardandoci bene dal rispondere alle continue provocazioni, insulti e denigrazioni, dietro i quali, in questi mesi Arnone ha tentato, abusando anche del simbolo nella sua campagna mediatica, di celare la propria coda di paglia.

E’ un passo fondamentale nel processo di costruzione del Partito Democratico, che lancia un messaggio chiaro: necessario il confronto dialettico interno, anche aspro, ma le decisioni assunte legittimamente dagli organismi vanno osservate da tutti i dirigenti e gli iscritti, pena l’esclusione dal partito.

Sentire Arnone parlare, con grande sprezzo del ridicolo, di una sua vittoria, a fronte di un dispositivo che certifica la sua espulsione dal PD, non ci sorprende, non è la prima volta che rilascia dichiarazioni che sono fuori dalla realtà o che sono smentite puntualmente dai fatti. Ad oggi Arnone non è  iscritto al Pd, contrariamente a quanto dallo stesso dichiarato al fine di mistificare il chiaro responso della Commissione Nazionale di Garanzia. Qualora dovesse richiedere la tessera per l’anno 2010, come un cittadino qualsiasi non già come dirigente del partito, sarà il circolo presso il quale chiederà di essere iscritto a valutare se sussistono le condizioni per potergliela rilasciare”.