MAFIA. I vescovi del Sud: chiesa troppo timida contro i boss

La Chiesa è stata «a volte troppo timida» di fronte alla ma­fia, ed è ora di scelte coraggiose per il Sud, per fare in modo che il documento della Cei sul Mezzo­giorno non finisca sugli scaffali, come quello di 20 anni fa. Lo af­fermano tre vescovi del Mezzo­giorno intervistati da Famiglia Cristiana.

«Se dopo Pasqua nes­suno ne parlerà, avremo fallito», ha osservato il vescovo di Maza­ra del Vallo, mons. Domenico Mogavero, che teme una Chiesa «icona dell’antimafia», che solle­vi i singoli dalle proprie respon­sabilità. «Non siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda» anche nella Chiesa – ha aggiunto – e oc­corre riflettere «anche nelle no­stre comunità» sul senso della «parola terribile» citata nel documento Cei sul Mezzogiorno: «collusione». Insomma, servo­no segnali concreti, azioni dimo­strative: «Ogni comunità – pro­pone Mogavero – scelga un argo­mento in relazione alla situazio­ne del proprio territorio e agi­sca: pizzo, usura, corruzione del­la politica, mafia devota che of­fre soldi per le feste popolari».Es­sendo pronti a «pagare di perso­na».
Il vescovo di Agrigento, Fran­cesco Montenegro, quello che a Natale tolse i Re Magi dal prese­pe lasciando la scritta: ‘respinti alla frontierà come immigrati clandestini, propone di «abolire ogni festa religiosa nei paesi do­ve si contano gli omicidi. Il sacro non basta per ritenersi a posto – dice – se poi nessuno denuncia e la cultura mafiosa è l’unica am­messa». «La nostra gente deve tornare a essere protagonista, e di diventa protagonisti con il vo­to e con volti nuovi», ha osserva­to il vescovo, di Locri, mons. Giu­seppe Morasini, e forse «biso­gnava esser più chiari, anche nelle responsabilità di una Chie­sa a volte troppo timida». «Ai politici bisogna dire: O ascoltate la nostra voce, o non vi votiamo più», conclude il vesco­vo emerito di Acerra, monsignor Antonio Riboldi, che ipotizza persino uno «sciopero elettora­le» perchè nel Mezzogiorno si dia un forte segnale di cambia­mento, dopo che nel documen­to sul Sud la Cei aveva parlato di inadeguatezza della classe politica.