CASO RIFIUTI. Ato Gesa Ag2, intervento di Giuseppe Arnone

Sulla vicenda dell’Ato Gesa Ag2 e dello sciopero che ha creato disagi ad Agrigento e in molti altri centri,  interviene con un comunicato il consigliere comunale Giuseppe Arnone.

“Premetto – scrive Arnone – che continuo a ritenere una grave perdita per la città e per l’intero bacino dell’ATO il volontario allontanamento dell’Avv. Truglio dal vertice dell’ATO. Condivido pienamente i giudizi espressi da Legambiente sulla gestione Truglio e sull’intera vicenda. E credo anche che occorreva muoversi da parte del Sindaco Zambuto e dal Presidente D’Orsi con maggiore ponderazione e tatto nell’affrontare il sacrosanto tema della trasparenza dell’appalto della N.U..

Ma detto questo, ciò  che è avvenuto per l’intera scorsa settimana appare per più ragioni una operazione studiata a freddo per scopi tutt’altro che chiari al fine di aggiungere, a confusione e fibrillazioni, ulteriori gravissime tensioni.

Non era mai avvenuto – sostiene l’ambientalista agrigentino – che i netturbini scioperassero per una settimana di fila, con conseguente, teorica, perdita di un quarto dello stipendio mensile e questo sciopero avveniva in un momento di vuoto di potere, con il vertice dell’ATO dimesso. Tutti aspetti già assai anomali.

Vi è una frase pronunziata innanzi ai microfoni della RAI e di altre televisioni da parte di un capopopolo degli scioperanti che merita una riflessione e probabilmente anche un approfondimento da parte degli organi competenti all’uopo sollecitati dal Sindaco Zambuto: il capopopolo chiedeva con forza che i giorni di stipendio venissero retribuiti perché diceva, riporto testualmente: “si tratta di uno sciopero per giusta causa e pertanto i giorni di sciopero vanno egualmente pagati”. E il nostro eroe pronunziava queste affermazioni accompagnandole con una mimica molto molto particolare tipica di noi siciliani quando vogliamo fare i furbi.

Vale la pena ancora di riepilogare – aggiunge Arnone – che questo sciopero così insensato è stato posto in essere in via autonoma, senza previo rispetto delle regole dei codici di autodisciplina, in assenza di preventiva comunicazione nonché contro e a prescindere dagli stessi sindacati di categoria.

Sembrerebbe, dunque, che vi siano gravi elementi per ritenere che questo sciopero abbia obiettivi diversi da quelli dichiarati e si inserisca in un disegno finalizzato a colpire innanzitutto la città di Agrigento e a mettere alla gogna il Sindaco Zambuto e probabilmente – conclude Arnone – a condizionare le scelte relative alla gara di appalto che dovrà contenere le novità finalizzate alla raccolta differenziata”.