FAVARA. Celebrato il convegno “Centri storici siciliani, politiche di riqualificazione”

Il presidente della Consulta regionale degli Architetti, La Mendola: “Occorre un’inversione di tendenza nella gestione del territorio”.


Organizzato dall’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento, in collaborazione con la Consulta regionale degli architetti, ha avuto luogo ieri nella splendida cornice del castello Chiaramontano di Favara il convegno sul tema “Centri Storici Siciliani: Politiche di riqualificazione”.
Dopo il saluto del sindaco e del presidente del Consiglio favaresi, Domenico Russello e Luca Gargano, nonché del presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, del prof. Francesco Giambanco, presidente Corso Laurea Architettura Agrigento, e di Gabriella Costantino, soprintendente BB.CC.AA. di Agrigento, si è dato vita a una prima parte dell’evento che ha visto il confronto tra gli esperti. Sono, quindi, intervenuti tra gli altri Teresa Cannarozzo prof. ordinario Urbanistica Università di Palermo e dir. C.I.R.CE.S.(Centro Interdipart. Ricerca Centri Storici), e Marco Dezzi Bardeschi prof. Ordinario di Restauro Architettonico Università di Milano.

Nella seconda sessione dei lavori il giornalista del Tg5 Carmelo Sardo ha moderato un vero e proprio ‘talk show’ cui hanno preso parte anche gli on. Roberto Di Mauro e Michele Cimino, rispettivamente assessore regionale al Territorio e ambiente e vice presidente della Regione, e il parlamentare regionale Giovanni Panepinto. Al dibattito hanno offerto il proprio contributo, tra gli altri, anche Domenico Fontana, presidente regionale Legambiente, e Giuseppe Trombino, presidente  Inu Sicilia.

CA seguire, l’approvazione del documento scaturito dalla giornata di studi, e la consegna di una Targa ricordo agli architetti volontari di protezione civile intervenuti in Abruzzo, ad Agrigento ed a Favara oltre che al Prof. Francesco Saverio Brancato, supervisore del progetto Hyperion.

“Abbiamo voluto ricordare il tragico crollo del 23 gennaio e alimentare il dibattito sulla necessità di promuovere una inversione di tendenza nella gestione del territorio, di quelle politiche che negli ultimi decenni hanno svuotato i centri storici alimentando un’espansione urbanistica eccessiva, magari non proporzionata rispetto all’incremento demografico, e ponendo le città a rischio di essere private di quel luogo che per eccellenza è custode delle radici culturali delle stesse – ha detto l’architetto Rino La Mendola -.

Oggi riflettiamo su questo e stimoliamo una riforma urbanistica che possa consentirci di gestire  nel migliore nei modi il territorio anteponendo la riqualificazione del patrimonio esistente all’espansione urbanistica, che ci deve essere ma che deve essere proporzionata al reale fabbisogno della comunità.

VVUna proposta venuta fuori dal confronto è relativa all’utilità di promuovere interventi di edilizia a canone sociale in seno a processi di recupero del patrimonio edilizio esistente. Si è anche parlato di politiche complementari da adottare per incentivare i cittadini a tornare nei centri storici, i commercianti e gli artigiani a riaprire quelle botteghe che li caratterizzavano fino a qualche decennio fa.

Ma anche di come stimolare le istituzioni competenti a fruire nel migliore dei modi dei flussi finanziari europei per riqualificare gli spazi pubblici, come piazze e cortili. Apprezzo – ha concluso l’architetto La Mendola – la partecipazione degli onorevoli Roberto Di Mauro e Michele Cimino che hanno ascoltato con molta attenzione le proposte dei professionisti impegnandosi a promuovere una riforma che sia condivisa con gli addetti ai lavori, ed a reperire le risorse necessarie per riqualificare i centri storici e incentivare la creazione di alloggi a canone sociale in seno a processi di recupero del patrimonio edilizio esistente. Apprezzo anche la partecipazione del deputato regionale, l’onorevole Giovanni Panepinto, che ha offerto un notevole contributo al dibattito fruendo della sua esperienza di sindaco e di ex segretario comunale di Favara”.