AGRICOLTURA. Contro la crisi nell’Agrigentino fronte comune di sindacati e associazioni

Fronte comune per il supe­ramento della crisi nel compar­to dell’agricoltura dell’intera provincia di Agrigento.

A farlo sono la Coldiretti, la Cia, la Confagricoltura, la Flai Cgil, la Fai Cisl e la Uila Uil che hanno organizzato una conferenza per lunedì pomeriggio proprio per discutere e definire le azio­ni sindacali finalizzate al supe­ramento della crisi dell’agricol­tura sia da un punto di vista da­toriale che di forza lavoro. L’in­contro inizierà alle 16.30 nei se­de sociale della Confagricoltura di via Platone. Tra gli interventi in program­ma anche quello del direttore provinciale di Coldiretti Achille Ribolla. «È chiaro – anticipa -che il comparto necessita di un intervento politico che possa dare respiro alle situazioni at­tuali delle aziende che con que ste opportunità, non possono investire in nuovi progetti. Oc­corre reagire in maniera positi­va e cercare di partire dallo stes­so mondo agricolo e dalle loro iniziative che possono contro­battere alla crisi». La Coldiretti sta lavorando su due iniziative che sono quelle della filiera cor­ta della cosiddetta «campagna amica».

«Al momento – aggiunge Ri­bolla – in Sicilia queste campa­gne sono solo sei ma uno dei passi iniziali che può favorire questa azione è l’approvazione definitiva della legge a «chilo­metri zero» ferma in una Com­missione dell’Ars». E sui momenti di difficoltà che il comparto sta vivendo or­mai da anni, il presidente della Confederazione degli agricolto­ri di Agrigento, Pippo Di Falco ha ufficialmente chiesto all’as­sessore regionale all’agricoltu­ra e al Servizio di credito agra­rio delle banche della provin­cia, un incontro sulla gestione del servizio di credito alla cate­goria. «Come se non bastassero la crisi strutturale – spiega Di Falco – le alluvioni, il vento e la grandine, ci vogliono anche la burocrazia e gli istituti di credi­to, ad accanirsi contro gli im­prenditori e gli operatori agrico­li. Infatti, quei pochi produttori che hanno avuto il nulla osta dall’Ipa per il prestito con l’ab­battimento del 40 per cento del­la siccità del 2001/2002, aspetta­no ancora l’ulteriore istruttoria interna della banca che dura da circa 3 mesi dopo quella di cir­ca 10 anni dell’ispettorato. Inol­tre – aggiunge il presidente del­la Cia,- gli stessi istituti bancari ac oggi, non applicano le nor­me della finanziari regionale del 2009 che consente la rinego­ziazione dei mutui agrari e la ri­duzione dei tassi d’interesse conia perdita di centinaia di eu­ro d’interessi da parte dei colti­vatori, calpestando una precisa disposizione legislativa della Regione».