CRISI AGRICOLTURA. Agrigento, stilato un documento da inviare alle più aòte cariche dello Stato e della Regione

Il mondo degli agricoltori e delle associazioni di categoria ringraziano la Provincia Regionale di Agrigento, il Presidente Eugenio D’Orsi e l’Assessore all’Agricoltura Stefano Castellino per la meritoria azione di coordinamento e di sostegno alle iniziative del mondo agricolo.

Il tavolo di lavoro provinciale, costituito nell’ambito dell’unità di Crisi Provinciale sull’emergenza Agricola, si è riunito nei giorni scorsi erano presenti l’Assessore Provinciale all’Agricoltura Stefano Castellino; Alessandro Vita per la Confagricoltura, Pippo Falco e Lillo Licata per la CIA, Gioacchino Meli per il Movimento Spontaneo Agricoltori e per i Comitati Spontanei Agricoltori, Michele Carlino e Salvatore Licari.

Il tavolo di lavoro all’unanimità ha stilato una piattaforma programmatica di rivendicazione. Il documento è stato approvato stamani, all’unanimità, nel corso della riunione dell’unità di crisi svolta nella sala del Consiglio provinciale e presieduta dall’assessore Castellino.

In particolare nel documento che sarà inviato alle più alte cariche dello Stato Italiano e della Regione Sicilia gli agricoltori sollecitano un controllo nei porti per l’ingresso illegale di derrate alimentari che oltre a drogare il mercato danneggiano la salute del consumatore; il ritiro dal mercato dei prodotti che non rispettano le norme italiane in materia di igiene e sicurezza alimentare; più controlli ispettivi e di laboratorio dei prodotti alimentari alle frontiere; contratti di filiera per garantire un prezzo minimo al produttore e non renderlo vittima sacrificale della grande distribuzione. Inoltre viene chiesto un intervento legislativo regionale, a costo zero, che obblighi gli Enti pubblici che per diversi motivi abbiano la necessità di fornire alimenti, quali mense militari, ospedaliere, scolastiche e della pubblica amministrazione, ad inserire nei bandi o nelle gare d’appalto l’obbligo di utilizzare prodotti agro-alimentari prodotto in Sicilia.

Obbligare le aziende a indicare nelle confezioni di vino la dicitura “vino arricchito con zucchero di barbabietola”. Attuare una moratoria totale della situazione debitoria delle aziende agricole, sospensione delle cartelle esattoriali e delle procedure esecutive; riconfermare le giornate lavorative dell’anno precedente; l’azzeramento delle accise sul gasolio agricolo, non aumentare il costo dell’acqua per fini agricoli, il pagamento danni pregressi dal 1999, l’applicazione uniforme delle circolari e delle normative in tutti e nove gli ispettorati agrari, il rispetto delle legge 17 deI 2005 sul doppio prezzo, mai applicata, non permettere l’ingresso di merci prodotti da Paesi in cui non viggono le più elementari norme di difesa dei lavoratori o di tutela della salute, l’apertura di un tavolo tecnico permanente con il Ministero dell’Agricoltura, Ministero dello Sviluppo Economico, gli Assessori Regionali ai rispettivi rami di competenza.

“Le politiche Comunitarie, Nazionali e Regionali, – è scritto nel documento – hanno contribuito al fallimento dell’economia agricola. Non si può assistere inermi, occorre ridare dignità al settore agricolo e alla Sicilia. Il popolo degli agricoltori in Provincia di Agrigento è in movimento ed è pronto a tutto! Il mondo della rappresentanza agricola, degli enti locali, dei sindacati, insieme devono cooperare per fare emergere il dramma economico e sociale del mondo agricolo, che suo malgrado, sta abbandonando il territorio con danni economici ed ambientali irreparabili. Il senso di responsabilità ci impone di denunciare la totale indifferenza delle istituzioni preposte, che garantiscono solo alcuni comparti economici produttivi, dimenticandosi totalmente del settore primario al quale non è stato destinato alcun ammortizzatore sociale per fronteggiare la pesante crisi economica che si è abbattuta violentemente sulle aziende agricole. La situazione attuale, se non verrà posto immediato rimedio, determinerà un grave dramma sociale, con il licenziamento di migliaia di lavoratori nella nostra provincia ed il conseguente allarme economico e sociale per le famiglie. Se non vi saranno risposte celeri, concrete e certe si darà conferma a quella spiacevole e dolorosissima sensazione e convinzione che lobby di potere nazionale ed internazionali hanno decretato scientemente la morte dell’agricoltura in Sicilia, la morte  dei siciliani”.