AGRIGENTO. Rimpasto Giunta Zambuto, assalto alla diligenza

“Non siano interessati a seggiole o poltrone”. “Appoggio per il bene della città senza per questo dovere entrare in giunta”.

“Siamo con lei sig. sindaco, anche se non faremo parte dell’esecutivo”. Si possono sintetizzare così le dichiarazioni rese l’altro ieri sera in consiglio comunale, dove è stato affrontato e dibattuto il tema del prossimo rimpasto. Ma anche fuori dal Palazzo ufficialmente tutti manifestano l’intenzione che prima di ogni altra cosa bisogna lavorare per risolvere le emergenze che affliggono la città. Ed invece si sta verificando una sorta di vero e proprio assalto alla diligenza.

Sono tanti, davvero tanti, coloro i quali non vedono l’ora di andare a fare l’assessore. E molti hanno già avuto esperienze di governo cittadino. Zambuto però è stato chiaro. Non intende avallare “cavalli di ritorno” che abbiano avuto a che fare con il passato o con esecutivi dei suoi predecessori. Riuscirà a reggere all’urto?

“Io vado avanti, ha detto in consiglio, lungo il percorso che si è già delineato. Non mi fermo, costi quel che costi e non accetto veti e condizionamenti”. Naturalmente per il bene supremo della città. Una città Agrigento, purtroppo sempre in prima linea per le emergenze ed paradossi.

Il consigliere Marchetta l’altro ieri sera ha chiesto al sindaco di fare chiarezza . Ma ci vuole dire perché siano qui a discutere di rimpasti? Cosa è cambiato? Ci sono delle esigenze di ricollocazione politiche della giunta? C’è qualche politico che lo sta tirando per la giacca per collocare magari un assessore? Sig. sindaco perché stiamo facendo questo dibattito?

Chi è quel consigliere comunale che di fronte alla richiesta di non fare ostruzionismo pretestuoso per il bene della città si incaponisce facendo il male della città? Non se ne trovano, specie quando c’è la diretta Tv. Ok, tutti d’accordo: il bene della città sopra ogni cosa. Ci mancherebbe altro. Si può pure andare avanti, caso rarissimo se non unico, con una maggioranza non ben delineata.

Ma questo non significa che non si può e non si deve dire se ci sono nuove collocazioni politiche o di correnti. La politica è anche questo: oggi si sta con un ministro, che può essere magari Alfano e domani ritrovarsi a braccetto con un assessore della Regione Sicilia, che può essere magari Cimino. Perché tanti imbarazzi?

Gerlando Gandolfo

Direttore di Agrigentoinformazione.it