AGRIGENTO. Rimpasto in Giunta: Zambuto ancora sotto scacco dei partiti, sembra tornata la Prima Repubblica

Sembra di essere tornati indietro di quasi mezzo secolo, ai tempi di Giulio Andreotti o di Amintore Fanfani.

Il rimpasto di Marco Zambuto rischia di rivelarsi un pasticcio. Tutti sembrano volerlo, ma nessuno intende fare il primo passo. Solo l’ambientalista Giuseppe Arnone ha già, bell’e pronta, l’assessore Olimpia Campo. Per il testo solo confusione, una sgomitare non certo esaltante.

Addirittura il Partito Democratico, proprio come mezzo secolo fa, quando si era alla ricerca di una maggioranza governativa, si è inventato una sorta di “mandato esplorativo”. Sì, proprio così, naturalmemte con le dovutissime proporzioni. Ad “esplorare” saranno il segretario provinciale Emilio Messana e il coordinatore cittadino Piero Luparello.

Dovranno valutare “le proposte, i programmi e le alleanze con i quali il sindaco intende affrontare i problemi della città di Agrigento, perché c’è bisogno di programmi chiari, di obiettivi precisi e di un’amministrazione cittadina che sappia elaborare una strategia di sviluppo”.

La verità è che in tanti non sono convinti di entrare nell’esecutivo. In testa c’è l’on. Angelo Capodicasa. Possibilista il sen. Benedetto Adragna al quale è piaciuto il discorso fatto in consiglio dal sindaco. Allora, entriamo o no? Riflettiamo ancora un po’, rispolverando il “mandato esplorativo”. Ma non scherzano nemmeno gli altri partiti.

Si è pure riunita la segreteria politica dell’Udc presenti il segretario cittadino Pietro Vitellaro, il presidente Calogero Termine, gli onorevoli Giuseppe Ruvolo e Salvatore Cascio ed i consiglieri comunali Gramaglia, Virone, Saeva, Cumbo, Salsedo e Civiltà. Ecco cosa scrivono: “Dopo un’analisi approfondita delle tematiche amministrative e politiche, unitariamente ha deciso che sia prioritario, con senso di responsabilità, ribadire e confermare la disponibilità dell’Udc ad un ipotesi di governo che ci veda partecipi, a condizione che la proposta formulata dal sindaco sia chiara e che metta insieme forze politiche compatibili, che possano condividere una proposta nell’esclusivo interesse della città e degli agrigentini, con esclusione di governi che prevedano “tutti dentro”, inutili per la città”.

Parlano di aggregare “forze politiche compatibili”, ma non dicono a chi si riferiscono. O meglio non dicono quali forze politiche non vogliono in giunta. E’ Arnone? Alfano? Entrambi? Il Pd? Ne parleranno pure loro con Zambuto.

E che dire della componente del ministro Angelino Alfano? Il Guardasigilli chissà se ha avuto il tempo di pensare a “Marco”. Non sembra proprio. Ed anche qui, nel Pdl, tra i cosiddetti lealisti, prendono tempo, in attesa che giungano direttive dall’alto. Il vice presidente della regione, Michele Cimino, tra gli strateghi di questo rimpasto, deve invece solo mettere a posto qualche casella. Stanno alla finestra in casa An. Sono pronti ad entrare, pur dovendo ancora decidere chi sarà eventualmente l’assessore.

Troppo, per un rimpasto. Se ne parla ormai da mesi, con il sindaco sempre più ostaggio dei partiti, anche se dice, per ora a bassa voce, che sta perdendo la pazienza e che ancora qualche giorno e poi farà di testa propria. Ma glielo consentiranno…i partiti?

Gerlando Gandolfo

Direttore di Agrigentoinformazione.it